Skip to content

Pensiero più o meno serio

Non immaginate quanto mi pesi il fatto che anche Al Bano faccia parte della categoria dei contadini, categoria per cui nutro grande simpatia e profondo rispetto.

albano

 

Decidiamo noi con quali persone stare, di che tipo di persone attorniarci.

E’ un attimo cascarci, ma teniamo gli occhi sempre bene aperti.

Scegliamo una persona come Ermal Meta che toglie un fiore dal suo bouquet per donarlo a Maria De Filippi.

ermal

Non scegliamo una persona come Al Bano, che va a prendersi il fiore dal bouquet di Ermal per tenerselo e senza neanche chiedere il permesso, spadroneggiando sul palco dell’Ariston (mica alla sagra del carciofo con dieci persone a guardarlo).

“Cambia le tue stelle se ci provi riuscirai
E ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai”

Festival di Sanremo 2017 – La finale!!!

Allora, siamo alla finale!

Non faccio pronostici perché non ci prendo mai. Non chiedo tanto: vorrei solo che degli artisti VERI arrivino in alto.

Paola Turci, Fiorella Mannoia, Samuel, Ermal Meta ma anche Francesco Gabbani e con una spintarella anche Fabrizio Moro.

Gli artisti non mancano, ci sono i posti per il podio e per le successive tre posizioni.

21.47 In questo momento ci sono tre attrici che promuovono la fiction su Studio Uno. Sono Alessandra Mastronardi, Diana Del Bufalo e Giusy Buscemi.

Hanno già cantato Elodie (uff), Michele Zarrilo (mah), Sergio Sylvestre (mbeh) e Fiorella Mannoia (elegantissima, bellissima, bravissima).

22.03 Finisce Fabrizio Moro e comincia Alessio Bernabei. Aiuto.

22.11 Ora c’è Crozza.

22.30 Nonostante sia la finale è tutto un po’ fiacco, forse perché aspettiamo direttamente i risultati. Tra poco c’è Paola Turci, ma prima canta nuovamente Zucchero.

Io ogni volta che Zucchero termina una canzone mi aspetto che faccia un rutto al microfono.

23.15 E’ il turno di Gabbani, oggi insolitamente (più o meno) elegante! A me piace!

Poi è il turno di Chiara Galiazzo che sarà brava ma non decolla, mi annoia moltissimo! E ora Clementino, che mi fa simpatia.

Mancano solo Ermal Meta (sì), Lodovica Comello (no), Samuel (sì), Michele Bravi (NO!!!)

Ore 00.19 Stasera non finisce più. Hanno appena finito tutti i cantanti ed entra Geppi. Io la adoro!

A 0.47 classifica!!!

16. Clementino
15. Bernabei
14. Galiazzo
13. Masini
12. Comello
11. Zarrillo
10. Samuel
9. Bianca Atzei
8. Elodie
7. Moro
6. Sergio Sylvestre
5. Turci nooooo
4. Bravi (ma voi siete scemi)

Sta di fatto che sul podio non arriva nessuno dei talent: sono commossa!!!

Se la giocano Fiorella Mannoia, Francesco Gabbani ed Ermal Meta.

Chi vincerà??

E’ quasi l’una di notte, il televoto è ancora aperto!

1.11 Dato che il televoto va avanti bisogna prendere tempo. Allora hanno fatto suonare Paolo Vallesi e Amara che non sono stati presi in gara ma avevano una canzone sulla pace e allora eccoli qua.

Poi Emanuele Fasano, un pianista prodotto da Caterina Caselli

Adesso Carlo Cracco. Aiuto, va bene tutto, aspettiamo, perché in fondo una percentuale nazional popolare ce l’abbiamo tutti.

I tre finalisti sono dietro le quinte che attendono i risultati, io sarei svenuta già venti volte.

Intanto Fiorella vince il premio per il miglior testo, Ermal Meta premio della critica, Al bano miglior arrangiamento.

La Mannoia vince anche il premio della sala stampa.

Terzo Ermal Meta!!

Seconda Fiorella Mannoia e… vince Francesco Gabbani!!!!

Buonanotte!!!

Festival di Sanremo 2017 – quarta serata –

Eccoci qui!!

Sono quasi le 23.

Hanno cantato i giovani ma ancora non ci hanno detto chi ha vinto.

A me piacevano Braschi e Marianne Mirage e li hanno fatti fuori subito. Tra i rimasti forse farei vincere Maldestro, quello un po’ più originali, gli altri non mi entusiasmano.

Si esibiscono tutti i big. Ron bravino, Chiara Galiazzo noiosetta, Samuel bellino e bravo, Al bano urlante ma più calmo con figlia commossa a guardarlo (e mi ha fatto tenerezza, lo ammetto), Ermal Meta bravo (e bellino pure lui), Michele Bravi inascoltabile, Fiorella Mannoia brava bella ed elegante, Clementino vabbè ma mi sta simpatico, Lodovica Comello insignificante, Gigi d’Alessio che stona di brutto.

Questo il breve riassunto.

23.06 Mi stavo dilungando in quanto mi faccia tenerezza e simpatia Sandra Milo ma poi ho capito che era Virginia Raffaele che la imitava! Uguale, straordinaria!!!

Adesso canta Paola Turci, bravissima, bellissima, stupenda, credo sia la mia preferita, volo!!!

E torno a terra, c’è Masini!

Guizzo di vita! Ci dicono chi vince tra i giovani!

Quarto posto: Leonardo La Macchia.
Terzo posto: Francesco Guasti

Vince: Lele. Che schifezza. Ah, è un ex Amico di Maria.

Ora tocca a Michele Zarrillo. Poi Bianca Atzei. Cerchiamo di non addormentarci.

00.15 Sono sveglia!! Sono sveglia!!! C’è stato l’omaggio dance a Giorgio Moroder, ha cantato Sergio Sylvestre e adesso canta Elodie. A me Elodie sembra un’altra Emma e non sono certa che ce ne sia bisogno.

00.18 Adesso ascolto Fabrizio Moro perché forse la sua canzone mi piace.

00.22 Allora, mi piace il fatto che canti di cuore e mi piace lo stile. Non mi convince del tutto il testo, ma devo riascoltare.

Ci sono altre due eliminazioni ed è per questo che siamo qui in piedi che aspettiamo. E’ crudele che le canzoni vengano eliminate (non è vero, a seconda delle canzoni è una vera benedizione) ma la gara rende tutto più interessante.

00.36 Ha cantato Giusy Ferreri e sembrava Giusy Ferreri che imitava Enrico Ruggeri.

Chiudiamo in merdezza con Alessio Bernabei. La prima frase della sua canzone è “Stanotte ho aperto uno spiraglio nel tuo intimo” e io non vorrei azzardare, ma secondo me è un reato, io chiamo la polizia.

Non ho parlato di Francesco Gabbani ma devo dire che mi piace.

Siamo ai risultati.

La Galiazzo passa.
Clementino passa.
Masini passa.
Giusy Ferreri eliminata.
Alessio Bernabei passa. Bah.
Michele Zarrillo passa.
Elodie passa.
Ron eliminato. E Bernabei dentro.
Paola Turci passa evvaiiii!!!
Bianza Atzei passa. Ce l’ha fatta.
Sergio Sylvestre passa.
Samuel passa. Bene!
Michele Bravi passa. Non ho parole.
Lodovica Comello passa. BAH!
Albano eliminato. Oddio, ho paura per loro!
Ermal Meta passa. Ok!!
Francesco Gabbani passa.
Fabrizio Moro passa.
Gigi d’Alessio eliminato.
Fiorella Mannoia passa.

Ohibò. Nella notte Albano e Gigi d’Alessio faranno una foiba (cit. Toti) e ci getteranno tutti: conduttori, concorrenti, giuria e noi.

Domani la finale!!!

Buonanotte!!!

Festival di Sanremo 2017 – terza serata

Dato che non ho fatto la cronaca trash delle altre due serate, metto brevemente le mie preferenze fino a ora.

Mi piacciono Paola Turci, Fiorella Mannoia e Samuel.

Promuovo anche Fabrizio Moro e Francesco Gabbani, mi diverte.

Non mi dispiacciono Nesli e Alice Paba.

Le cose più terribili che io abbia mai sentito sono racchiuse nei nomi di Michele Bravi, Lodovica Comello, Raige e Giulia Luzi. Terribili.

Dei giovani avevo puntato Marianne Mirage e Braschi, ovviamente eliminati all’istante.

Ma veniamo a stasera. C’è la serata cover.

Chiara Galiazzo – Diamante. Questa credo sia brava ma mi annoia moltissimo. E’ brava, svolge bene il compito e nient’altro.

Ermal Meta – Amara terra mia. Non ho seguito benissimo, quindi non sono rimasta convinta. Ma devo rivedere.

Lodovica Comello – Le mille bolle blu. Questa per me non ha mai smesso di far parte di Violetta, il telefilm per ragazzine.

Albano – Pregherò. Di Albano parlo bene perché mi fa paura, attacca un acuto e mi stende all’istante.

E’ appena entrata una signora di 92 anni, un’ostetrica, una signora bellissima e molto elegante. Che bella!

Fiorella Mannoia – Sempre e per sempre. Bravissima come sempre, nulla da dire.

Alessio Bernabei rovina Un giorno credi di Bennato.

Paola Turci invece, meravigliosa e con una giacca che le sta enorme canta benissimo Un’emozione da poco

22.43 Mika mattatore assoluto del palcoscenico! Come faranno i vari Michele Bravi et similia a salire sul palco dopo di lui non lo so veramente!

E infatti dopo di lui ci sale Gigi d’Alessio, ecco, dicevamo?

Sono le 23.30 e sono passati Gabbani, Masini, Zarrillo e Elodie.

Io sto aspettando Samuel che, assieme al batterista dei Linea 77, canterà “ho difeso il mio amore” dei Nomadi.

Attendo.

Sono le 00.17, Samuel ha cantato. Dopo di lui Sergio Sylvestre, Fabrizio Moro e Michele Bravi.

Io non credo esista al mondo nulla di peggio di Michele Bravi.

Adesso c’è il ripescaggio di 4 dei 6 a rischio e l’eliminazione.

Ha cantato Ron.

Ora Raige e Giulia Luzi. Siamo al livello di Michele Bravi.

Si rivaluta persino Bianca Atzei che mi ha sempre fatto venire due palle così.

Dai, suonate tutti e diteci il verdetto, si sta facendo giorno.

00.51 La gara delle cover la vince Ermal Meta, seconda Paola Turci. Ottimo!

01.12 Eliminati Nesli e Alice Paba (mi spiace) e Raige e Giulia Luzi (e mi meraviglio di come ci siano arrivati). Vanno avanti Bianca Atzei, Ron, Giusy Ferreri e Clementino.

A domani!

Quando c’era lui

Quando c’era lui i treni arrivavano in orario

treno-memoria

365 giorni senza Giulio

Si compiono oggi i 365 giorni senza Giulio.

Ancora non sappiamo nulla, o quasi nulla. Non si sa il perché Giulio sia stato rapito e torturato.

E’ passato un anno tra ignobili depistaggi e tentativi di soluzioni di comodo. Vergognose.

Spero solo che il caso di Giulio Regeni non diventi come il caso, da più di venti anni irrisolto, di Ilaria Alpi. Stessa situazione. Una persona (due, nel caso di Ilaria, in cui morì anche Miran Hrovatin) uccisa non si sa bene perché. O magari si sa, in una versione ufficiosa da insistente voce di corridoio.

Non dimentichiamo l’orrenda versione dei fatti per cui Ilaria Alpi e Miran Hrovatin si trovarono in Somalia per una vacanza.

Giorni fa è stato diffuso il video della discussione tra Giulio e il capo degli ambulanti.

Quel video mi ha colpito moltissimo. Vedere i movimenti, gli sguardi di Giulio, sentirlo parlare è come se mi avesse sbattuto in faccia la cruda realtà. Sì, parliamo di una persona in grado di fare un sacco di cose: ricercatore, giornalista, esperto di Medio Oriente. Ma mi  ero così abituata a vedere le fotografie che in questi 365 giorni non ho pensato che parlavamo principalmente di un ragazzo.

Di un ragazzo bello e intelligente, di un ragazzo in gamba come pochi. E per capirlo non serve neanche conoscerlo.

Vi invito a vedere il servizio che Giulia Bosetti ha realizzato per Presa Diretta. Lo trovate qui.

Quello che possiamo fare noi, come popolo, è mantenere alta l’attenzione.

E chiedere verità per Giulio.

E’ un nostro dovere chiedere ed è un nostro diritto sapere.

Qui pubblico il post di Enrico Mentana.

mentana-per-giulio

E qui vi segnalo il blog Giulio Siamo Noi.

 

Il disordine dei giornalisti

E’ un po’ di tempo che ho in cantiere questo post.

E’ giunto il momento portarlo a termine perché alcune cose successe nei giorni passati mi hanno ispirato. Parlo di giornalismo. Chi mi conosce sa che scrivo da tanti anni. Qui sul mio blog, ma anche su siti internet, quotidiani online e da qualche mese anche su un mensile cartaceo, sempre a livello locale.

Quindi mi piace il giornalismo? Ma certo che sì!

Seguo telegiornali, programmi di giornalismo? Certo! Il miglior TG in circolazione secondo me è il Tg di La 7, direttore Enrico Mentana. Poi mi piacciono i programmi di Raitre: Report, Presa Diretta e Gazebo. Mi piacciono molto anche certi servizi delle Iene.

Sì, Gazebo, perché anche Gazebo è giornalismo, ci sono dei servizi che i telegiornali ufficiali se li sognano.

Non sto qui a fare elenchi comunque.

Cosa non mi piace del giornalismo? L’ordine dei giornalisti. Anzi. Il disordine dei giornalisti.

Io penso che l’ordine dei giornalisti sia l’ente più vecchio, statico, inutile, fermo e arretrato che l’Italia possa avere.

Chi è iscritto all’ordine dovrebbe essere tutelato, avere la possibilità di lavorare in buone condizioni e retribuito dignitosamente. In più l’ordine dovrebbe vigilare sui contenuti degli iscritti all’albo.

Queste cose succedono? Uhm, fatemi pensare ai titoli e agli articoli di Libero e Il Giornale… Fatemi pensare al Tg4 e ai programmi giornalistici di Rete 4… Fatemi pensare a Studio Aperto… Ok, ci sono.

No, l’Ordine non vigila.

E sulla condizione dei giornalisti? Nemmeno. Perché non credo ci sia categoria più povera economicamente e più frustrata di quella dei giornalisti. Sono loro i primi a dire che l’Ordine è inutile.

Fino a quando…

PAUSA SPAZIO TEMPORALE: Alcuni mesi fa ho iniziato a seguire un gruppo di giornalisti su facebook. Sono voluta entrare per capire un po’ come funziona, per carpire qualche suggerimento. Avevo in mente di scrivere un post in cui ringraziavo per l’ammissione al gruppo e mi presentavo.

Ma un ragazzo, anche lui appena iscritto, mi ha anticipato. Ha scritto un post in cui appunto, molto gentilmente, salutava e si presentava. E approfittava per chiedere qualche informazione su come conseguire il tesserino. Lo chiamò patentino.

Apriti cielo. I giornalisti s’incazzano se dici patentino e non tesserino. Ma non una volta. Due, tre, dieci, venti, cinquanta, duecento volte. Quindi, dei più di centocinquanta commenti ricevuti dal ragazzo, una decina (esagerando) spiegavano l’iter burocratico per diventare giornalista professionista mentre gli altri 140 quasi insultavano il ragazzo per aver osato scrivere patentino e non tesserino, invitandolo, tra l’altro, a cambiare strada e a non occuparsi di giornalismo perché l’ordine non vigila, non tutela, non ti garantisce niente e il settore è sempre sottopagato e in crisi. Inutile specificare che da quel momento ho strappato dalla mia mente l’idea del post di presentazione, ringraziando Dio di avermi dotata del dono della lentezza e dell’arte del procrastinare. Mi hanno evitato vagonate di insulti nascosti, beceri sfottò, inviti a non prendere neanche in considerazione di pronunciarla la parola “giornalismo”, figuriamoci averci a che fare anche solo lontanamente. FINE PAUSA SPAZIO TEMPORALE

Fino a quando nel rango dei professionisti non si aggirano gli aspiranti tali che fanno notare, proprio come loro, quanto l’Ordine altro non sia che una perdita di tempo e un mangiasoldi.

Apriti cielo (di nuovo). Eh sì, perché se io sono iscritto all’ordine e sono frustrato, infelice, sottopagato, anche tu devi perdere l’entusiasmo e diventare subito frustrato, infelice e sottopagato, non ti permettere. E nell’ordine, dato che ci sono io, devi esserci anche tu! E allo stesso modo! E alle stesse condizioni!

Poco importa se fai notare che la comunicazione ormai fa passi da gigante è che è assurdo che debba necessariamente passare attraverso un organo vecchio di quasi cento anni, reduce del regime fascista.

Una lobby come quella dei tassisti che se la prendono con Uber.

Ricordate i divi del cinema muto che si opponevano con forza all’avvento del cinema sonoro? Ecco, la situazione è questa!

E se anche un professionista fa notare che l’Ordine sia effettivamente inutile, allora fioccano gli inviti a lasciare la professione.

Il giornalismo non è più raccontare la realtà circostante e contribuire al cambiamento di questa, non è rendere partecipi più persone possibili. No, non scherziamo.

Giornalismo è il tesserino dell’Ordine, preferibilmente da professionista, perché anche i pubblicisti non sono molto ben visti, vengono percepiti come indecisi, come quelli che hanno i piedi in due scarpe. Quando invece, a mio avviso, più riesci ad avere allacci con diversi ambienti, anche lavorandoci in prima persona (secondo le regole i professionisti devono solo fare i giornalisti, i pubblicisti possono svolgere anche altri lavori), più il tuo fare giornalismo migliora.

Immaginate un giornalista pubblicista che fa un reportage sulla Siria e che lavora anche come cooperante, ad esempio.

No, non scherziamo. Giornalismo è parlare di crediti da raggiungere, di contributi da versare, di tasse da pagare. Stop. Fine.

Anzi no, non è solo questo. C’è un motivo se io in quel gruppo non scrivo mai. Anzi due. Il primo è che sono terrorizzata. Il secondo è l’altra anima dei professionisti. Non di tutti, solo di quelli che ho preso di mira qui (si scherza eh). Non scrivo mai perché è un attimo che parte la caccia alle streghe.

Già. Perché se tu parli e loro non sono d’accordo, via di corsa a spulciare tutti gli albi a vedere se sei iscritto o no!! E se sei abusivo? E se scrivi da qualche parte, fosse anche il giornale del tuo quartiere, ma che dico, della tua via dal numero civico 10 al numero civico 15? COME OSI????? VAI A CUCIRTI ADDOSSO LA A DI ABUSIVO IN MODO CHE TUTTI SAPPIANOOOOOO!!!!!

A questo disordine ci penso spesso. A volte mi calmo e per qualche giorno dimentico. E’ anche vero che quel gruppo di Facebook non fa molto per migliorare le cose.

Venerdì pomeriggio per esempio. Nasce una discussione perché un ragazzo che scrive libri e scrive sui giornali senza essere iscritto all’Ordine, in un post di facebook ha scritto “Sono uno scrittore, sono un giornalista”. Come osa, non può farlo, dov’è l’ordine?

Bene. Il ragazzo in questione è Roberto Saviano.

ROBERTO SAVIANO.

Sì, proprio quel Roberto Saviano. Quello di Gomorra, quello che vive sotto scorta da dieci anni, quello che ti spiega la mafia in parole povere per farla capire a tutti, quello che ha parlato della mafia al nord.

Adesso. Saviano può piacere o non piacere, ovviamente.

Ma non si può non riconoscere che sia un giornalista e soprattutto non si può fare polemica sul fatto che si sia definito un giornalista! E’ da sciocchi! Da ottusi! E forse, anche un po’ da rosiconi! Perché la questione si è sollevata sul suo autoproclamarsi giornalista, mica su altro!

Poi la discussione è scaduta con altri che sostenevano “ha scritto romanzi, non ha nulla a che fare col giornalismo” e lì, per me e per tanti altri iscritti che per i miei stessi motivi scrivono raramente, la cosa è diventata tragicomica. Una barzelletta talmente stupida e ridicola che riesce a farti sia ridere di gusto che piangere di disperazione.

Io potrei anche seguire l’iter burocratico che mi permette di diventare giornalista ma dire che io sono una giornalista e posso definirmi tale perché ho il tesserino magari conseguito scrivendo i resoconti dei consigli comunali della mia zona e Saviano no perché non ce l’ha, farebbe di me la persona più stupida del mondo, senza neanche avere la necessità di conoscere tutte le altre persone esistenti su questa Terra.

Vogliamo credere che la bravura delle/dei varie/i Milena Gabanelli, Riccardo Iacona, Giulia Bosetti, Diego Bianchi sia caratterizzata dal fatto che abbiano un tesserino? Non scherziamo.

Una volta che la discussione si è calmata sono andata a cenare. Guardo la TV, c’è il Tg1.

Il Tg1 vuole a tutti i costi raccontare la vita dei dispersi all’hotel Rigopiano. Vanno a spulciare la pagina Facebook di una ragazza e la descrivono così: “Ha scelto una foto estiva per augurare buon Natale ed era attiva nella lotta contro la violenza sulle donne”.

Della ragazza in realtà non si sa quasi nulla perché la sua pagina Facebook è privata e si vedono solamente le immagini del profilo. La ragazza ha solo utilizzato l’applicazione di facebook che sotto Natale è stata utilizzata quasi da tutti e permetteva di far apparire la scritta “Merry Christmas” sulla tua foto profilo. E aveva fatto la stessa cosa in occasione del 25 novembre, quando la stessa applicazione era disponibile con la scritta “No alla violenza sulle donne”.

La giornalista non conosce facebook? Oh, sì che lo conosce. E si vedeva lontano un miglio che pur di non dire niente e a rinunciare a quel pezzo che rasentava lo sciacallaggio ha preferito dire quella boiata.

E uno.

Comincia Porta a Porta (sì vabbè, fessa io che sono stata a guardare). Bruno Vespa chiama al telefono un componente de Il Volo perché è amico di uno dei proprietari dell’albergo. Alle sue spalle, nel videowall, campeggia una fotografia del giovane cantante con scritto “Avrei dovuto essere in quell’albergo”.

E due.

La scorsa settimana Libero ha titolato “I terremotati a -20 e i migranti al calduccio”.

E tre.

La giornalista (ahahahahahahah) professionista (ahahahahahahahah) Laura Tecce che scrive su Il Giornale (e dove sennò) pubblica su facebook questo post per commentare, con eleganza e invidiabile raffinatezza, la Women’s March, la marcia di protesta che si è tenuta a Washington per protestare contro Trump. Non dite “Eh ma su Facebook uno dice quello che vuole”! Perché sì, può dire quello che vuole ma sarebbe meglio scegliere per bene il modo in cui dirlo, specie se di mestiere fai la giornalista.

laura-tecce

E quattro.

No però il problema è Saviano che non ha il tesserino eh.


Sono le 19.30, mi appresto a pubblicare questo post non senza preoccupazioni. Perché non è che io faccia il boom di accessi ogni volta, ma sono leggermente sfigata e non è improbabile che di qui, per puro caso, possa passare qualche componente del gruppo facebook adepto ai nazisti del tesserino.

Succederebbe questo: o mi insultano qui, o mi insultano sul gruppo FB, o mi insultano sulla pagina FB del blog o mi insultano sulla mia pagina.

Oppure mi insultano in tutti e quattro i posti. Contemporaneamente.

Troveranno imprecisioni grammaticali, errori, di tutto e di più.

Vi terrò aggiornati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: