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Il villaggio vacanze

30 luglio 2013

Penso che il villaggio vacanze sia in assoluto la cosa peggiore che la mente umana possa concepire.

E lo dico proprio perché vengo da una terra e da una zona in cui i villaggi vacanze pullulano. Qui tanti miei compaesani li considerano una grande risorsa, perché portano lavoro e fanno girare l’economia.

MA QUANDO MAI???

Il villaggio vacanze è una sorta di nuova colonizzazione, dove tu, abitante nativo della zona non hai accesso. A meno che non ci lavori. Di villaggio vacanze gestito da un sardo ce ne sarà uno. Su 15, non è proprio una bella media.

Ma l’economia, dicevo. I villeggianti di solito mettono piede fuori dal villaggio per entrare e per poi uscire dopo due settimane. Pizzeria? Dentro il villaggio. Spiaggia? C’è l’ingresso dal villaggio. Gelateria? Dentro il villaggio. Negozi? Tutti dentro i villaggi. Poi se ne vanno e sono anche convinti di aver visto la Sardegna.

E il lavoro? “Eh ma i villaggi portano lavoro”. Sì, se il tuo sogno è quello di passare l’estate a rifare letti e pulire gabinetti, allora porta lavoro. Pulisci le stanze di persone che magari ti fanno i complimenti per il tuo mare che tra l’altro è una vita che non ci metti piede perché quando torni da lavoro o sei sfinita o è tardi, perché hai fatto lo straordinario che come ben ricorderai quando hai firmato il contratto, non è pagato.

“Eh si, il capo però, una bravissima persona!”. Posso immaginare. E chi è? Da dove arriva? “E’ di Milano/Roma/Bolzano” (metti tu una città a scelta purché non sia in Sardegna). Ah bene. E anche la sede legale è lì? “Sì, certo!”. Quindi qui non rimangono neanche le tasse. Qui al massimo rimangono gli assegni di disoccupazione.

Ma perché la gente va nei villaggi? Cosa li spinge a essere così masochisti?

A volte mi sento rispondere: “Eh sai, è un grande disimpegno per i bambini… gli animatori li prendono quasi tutto il giorno.” Bene, allora scusa se mi permetto, ma se non volevi essere impegnato, non ti facevi un figlio.

A volte nel negozio di mia mamma vengono gli animatori a comprare tutto il necessario per rompere le palle far divertire i clienti.

Anche pochi giorni fa sono arrivati.

“Avete dei fili argentati?”

“Sì, eccoli.”

“Quanto costano?”

“Novantanove centesimi l’uno.”

“Ah… me li lasci a 50 centesimi?”

E una fetta di culo non la vuoi? Ma assolutamente no!!”

“E ma così non rientriamo nel budget!”

“Allora lasciali lì, perché a 50 centesimi non rientrano nel MIO di budget, che sinceramente mi interessa di più.”

Ma tu guarda le pretese. Ah, nemmeno gli animatori sono sardi, se li portano da fuori, come se poi ci fossero delle scuole specifiche là fuori per imparare a essere dei rompicoglioni.

Ma sentite questa. La settimana scorsa. Sono andata in una bellissima spiaggia qui vicino, di fronte al rinomato Scoglio di Peppino.

Bene. Un’ondata di ombrelloni e sdraio che fanno parte del villaggio IGV Santa Giusta con tanto di animatore che parlava al microfono (ma perché devo essere condannata a sentirti anche io?) ai suoi menomati clienti.

“E adesso musica!” E parte una canzone di Umberto Tozzi. Pure la musica di merda ci dobbiamo subire. “E ora in mare a fare acqua gym”. Ovvero, andare in acqua e muovere le braccia, l’unica parte del corpo fuori dall’acqua. Che io non sono diplomata all’Isef e non vorrei sbagliare, ma quel movimento mi sembra che non serva proprio a un c*zz*.

“Saluto il mio amico Franco Nero” dice lo speaker riferendosi al venditore ambulante che gira tra gli ombrelloni.

E aggiunge: “Venite a trovarci nel sito LSG Santa Giusta e lasciate i vostri commenti”… mi prudono già le mani dalla voglia! Aspetta che torno a casa e te lo dico, che cosa penso! Poi però sono tornata e si tratta solo di una pagina facebook e non di un sito vero e proprio. No, non lo metto il “Mi piace” per dirti che mi fai schifo.

Quando sarò governatrice della Sardegna (?), i villaggi turistici saranno dichiarati illegali. Teniamo le strutture ma la concezione di villaggio è abolita. Ne facciamo dei mini appartamenti indipendenti, dove la gente deve uscire da lì se vuole comprare qualcosa, deve uscire da lì per andare a mangiare una pizza, deve uscire da lì per vedere altre spiagge. Perché, fateglielo sapere, esistono anche delle altre spiagge. Niente ingressi privilegiati per i villeggianti e soprattutto, niente rischio di ritrovarsi tratti di strada chiusi per arrivare alla spiaggia, come è successo poche settimane fa proprio per lo scoglio di Peppino.

Non ci saranno più ombrelloni e sdraio a occupare uno spazio che DEVE ESSERE ACCESSIBILE A TUTTI!

L’animatore da spiaggia e da villaggio semplicemente non esisterà più. Niente giochi imbecilli, niente divisioni in squadra del pomodoro e squadra del peperone, niente gare al campanello per indovinare la canzone, niente scioglilingua in stile “c’è un povero cane pazzo. Date un pezzo di pane a quel povero pazzo cane”.

Niente musica di merda che risuona nei dintorni.

Così davvero possono dire di essere venuti in Sardegna, così davvero devono frequentare e spendere qualche soldino nelle attività che lavorano tutto l’anno. Così lavorano di più e possono assumere e impiegare in questo modo la forza lavoro.

Ma della colonizzazione, proprio no, non ce ne facciamo nulla.

E ne abbiamo anche le palle piene.

ivg villaggi santa giusta

Vedete l’immagine? Erano i commenti in un articolo che riguardava la chiusura della spiaggia dello scoglio di Peppino. Un ragazzo sardo ha lasciato quel commento (nome e foto oscurati per privacy), mentre qualcuno che fa parte dello staff del villaggio gli ha elegantemente risposto in quel modo. Complimenti… davvero complimenti…

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5 commenti
  1. Esatto, si tratta proprio di colonizzazione fine a se stessa. Se vogliamo parlare di Turismo inteso come Risorsa per il Territorio beh allora ci sono molti interventi da fare in merito. La Sardegna offre ben altro al suo interno…
    Io in un villaggio ci ho lavorato e non ci andrei mai e poi mai in vacanza…

  2. E detto da uno che ci ha lavorato ha anche un peso diverso!! Ogni anno sogno che arrivino i proprietari dei villaggi e che non trovino nemmeno una persona disposta a lavorarci.

  3. In tanti villaggi buona parte del personale cambia ogni anno…però è colpa dei Sardi con i quali “è difficile lavorare”…scusate se troviamo immorale fare 12 ore al giorno non tutte retribuite, se non accettiamo importi minori di quanto scritto in busta paga e chiediamo un giorno libero settimanale…siamo proprio intrattabili. Il problema è che almeno per una stagione, uno nuovo da sfruttare lo si trova sempre…

  4. Oddio, quanto è insopportabile quel discorso!! E adesso lo fanno anche le parti politiche, che ti obbligano a sentirti fortunato se fai il lavacessi 12 ore al giorno perchè “un lavoro ce l’hai”… Odio profondo!!! Ed è vero, anche i direttori dei villaggi fanno lo stesso ragionamento, dev’essere per questo che quest’estate si sono procurati una sbarcata di rumene da sottopagare ancora meno delle italiane.

  5. La Sardegna la vedo costeggiandola con la vela. E a volte girandola in lungo e largo con l’auto (l’ultima volta 4.000 km in tre settimane).
    Mai visto – dall’interno – un villaggio 😉

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