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Calici di stelle – Jerzu

14 agosto 2013

Sabato scorso sono stata per la prima volta alla manifestazione Calici di Stelle in quel di Jerzu, paese non molto lontano da qui (come direbbe anche Carmen Consoli *)

Calici di Stelle dicevo. Una manifestazione in cui si celebra il vino. Perfetto per una quasi astemia come me!! Ma tanto ne ho sentito parlare che ho voluto partecipare anche io, anche perché in serata suonavano i Rezophonic e avevo proprio voglia di vederli!!

Ah che bello, l’occasione per passare un sabato diverso. Poi arrivi lì e ci trovo i ¾ del mio paese. Vabbè. L’atmosfera è bellissima. Il paese è bello, lo definirei già un posto di montagna, tutto in salita caratterizzato dalle stradine in cui in ogni dove saltano fuori vecchie cantine da visitare o piccoli stand in cui si vendono panini con salsicce e, ovviamente, bottiglie di vino.

Per il giro delle cantine si spende 17 euro, ti danno il calice, fai delle file interminabili per entrarci e una volta dentro mangi e bevi un bel po’ di prodotti locali. Molto bello e suggestivo. Ma io e la mia compagnia siamo poveri e svogliati, quindi optiamo per il panino con salsiccia già citato. Anche una bottiglia di vino che ho addirittura assaggiato, per non essere totalmente un estranea all’evento.

Poi mi sono avvicinata a un chioschetto e ho acquistato una bottiglietta d’acqua!

Quando siamo arrivati nella piazza, i Rezophonic stavano provando e giù dal palco c’era quel gran pezzo di ragazzo di Fabrizio Pollio, cantante degli Io Drama, gruppo assai interessante.

“Caz, non mi sono portata il libretto del cd, avrei potuto farlo autografare e rompere così il ghiaccio per poi aggiungere la sua foto alla mia collezione di foto con musicisti!”

Porcaccia miseria, mi pento e mi dolgo. Vorrà dire che faremo solo la foto, ma magari dopo.

Errore madornale. Avrei dovuto agire subito, non ho pensato alla bolgia che ne sarebbe seguita. O meglio, non è la gente che mi spaventa. È la gente che spesso, in occasioni bellissime come questa, riesce comunque a dare il peggio di sé. E quindi.

Andiamo a fare un giretto e ci imbattiamo in una banda itinerante che ci allieta le vie del paese. Più in su un gruppetto che suona alcune cover dei Modena City Ramblers (ti piace vincere facile?). Bravi però e molto simpatici.

Ma dopo la cena e il giro vogliamo tornare in piazza, a breve cominciano i Rezophonic e non vogliamo perderli.

Mai ci fossimo spostati dalla piazza. AIUTO!! Una bolgia di persone ammassate in strade strette che non ne vuole sapere di ragionare e optare per la calma. Anche perché, cosa cui non avevo pensato, ci sono fin troppi idioti che hanno già bevuto più di quanto riuscissero a sopportare e sono già belli che partiti. Non fanno che spintonare e i peggiori cercano anche la rissa. In una strada stretta con una scia interminabile di persone. Uno cerca di attaccare briga con mio fratello, ma gli va male. Primo, mio fratello era il doppio di lui. Secondo, ci avesse provato lo avrebbero (avremmo) picchiato in duecento.

Tenta l’attacco con: “E non spingere!!”

Mio fratello: “Non ti ho spinto, stanno spingendo anche me!”

L’ominide: “Eh si…”

Mio fratello: “Eh si, è proprio così!”

L’ominide: “Altrimenti?”

Mio fratello: “Altrimenti ti giri e continui a camminare.”

E la domanda dei presenti nasce spontanea: “E adesso cosa farà l’imbecille?”

….Si gira e continua a camminare. Almeno ha ubbidito. Dopo cinque secondi tenta la stessa scena con un altro ragazzo che allegramente lo manda a quel paese. Il tutto mentre la fidanzata dell’idiota (che già mi domando come un idiota simile sia anche fidanzato) lo pregava di smettere.

Spero che dopo quella serata lo abbia mollato come merita. Ragazza mia, se mi leggi, accogli il mio appello. Scommetto che non hai bisogno di portarti appresso un tale che ogni tre per due ti regala una colossale figura di merda. Abbandonalo come merita. Ragiona! Fa parte di quei ragazzi di oggi (sempre più in aumento) che più che di una fidanzata hanno bisogno di un insegnante di sostegno (come direbbe Luciana Littizzetto). Trent’anni buttati al vento. Avere trent’anni e non avere la più pallida idea di come ci si comporti. Mischinetto, che pena.

L’unica nota stonata della serata è stata questa, che però stanno diventando costante nota stonata di tutte le manifestazioni che attirino persone.

Purtroppo sembra che se questi non si ubriachino non si sappiano divertire. Che se non dicono ogni volta che non ricordano nulla non facciano bella figura, che non si sentano accettati se non si stracciano fino a stare male, senza neanche pensare agli amici, che per tutta la serata devono tenerseli in braccio e controllare che non vadano in giro a fare danni.

Un po’ mi dispiace per loro, ma in gran parte mi fanno abbastanza schifo. Statevene in casa vostra, non avete il diritto di rovinare le serate a chi ha avuto o avrà la sfiga di incontrarvi.

Dopo una prova di sopravvivenza simile, arriviamo stremati alla piazza. Ci sono i gruppi di supporto e poi salgono i Rezophonic. Fabrizio Pollio, oltre a cantare, è anche l’addetto alla conduzione della serata, assieme a Ketty Passa (per tutti i sardi che seguono i Lapola: da non confondere con Ketty Manca) veejay, ex tamarra di tamarreide e cantante. Canta anche bene ma come tutti i veejay, dice troppe cazzate. L’urlo dei maschi e delle femmine possiamo evitarlo allegramente, specie quando sul palco ci sono dei bravissimi musicisti pronti a deliziarci.

Max Zanotti dei Deasonika è stato secondo me il più suggestivo, ma tutti sono dei musicisti validissimi! Il super fondatore del progetto musicale e sociale dei Rezophonic, Olly degli ex- Shandon e ora The Fire bravissimo ma ho avuto modo di conoscere anche dei nomi interessanti, come quello di Filippo Dallinferno. Non mi dilungo a fare nomi ma se non li conoscete vi invito a cercarli. Insomma, abbiamo internet, fatevi una cultura, non costa nulla! 🙂

*Peppe, ho letto il tuo post pieno di citazioni musicali e mi hai contagiato!!!!

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