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La Grande Bellezza

11 marzo 2014

Naturalmente non posso non dire la mia.

Da ormai una settimana sembra che siamo tutti critici cinematografici, figuriamoci se posso escludermi da questo gran chiacchiericcio. Io, che sono persino laureata in Cinema Musica e Teatro (e ‘stigrancazzi!).

Allora, io il film l’ho visto martedì scorso per la prima volta, quando Mediaset ha pensato di cavalcare l’onda. E pensavo di essere non dico l’unica, ma quasi. Perché ne sento parlare da tanto, sia dopo tutti i premi che ha vinto, sia da quando è stato candidato agli Oscar.

E invece, come ha detto anche Selvaggia Lucarelli, fino a martedì scorso, praticamente tutti parlavano di un qualcosa che nessuno aveva visto!!! Ci è voluto canale 5 per trasmetterlo, mediaset che ha pompato moltissimo sullo spot e dopo la famosa notte di domenica… UNA PRODUZIONE MEDIASET… HA VINTO L’OSCAR!! Sì, ma l’ha vinto Sorrentino l’Oscar, il suo estro, il suo talento e la sua arte. Non Mediaset. Cala, PierSilvio!

Comunque. Martedì scorso per l’appunto, ho guardato La Grande Bellezza. Avevo in mente di scaricarlo ma ho evitato quando ho visto lo spot in tv. Nel frattempo, Paolo Sorrentino ha vinto l’Oscar. Miglior film straniero. Quindici anni dopo La vita è bella. Mi sembra un gran bel risultato.

Eppure.

A me il film è piaciuto. All’università gli insegnanti (e i manuali) ci hanno sempre insegnato che non esiste un modo univoco di fare un film. Che non è obbligatorio che abbiano un inizio, una storia che si evolve e una fine. Possono esserci dei film in cui si raccontano delle sensazioni e degli stati d’animo. E questo è stato fatto nel film, benissimo.

Inoltre mi è piaciuto anche per un altro motivo. Perché in fondo, quella Roma, quel tipo di ambiente, quella bruttezza racchiusa nella Grande Bellezza della città, l’ho sempre immaginata.

Quando penso a Roma, penso che sia una città di una bellezza straordinaria.

Ma a farmi venire in mente quell’ambiente che tanto ha infastidito i romani (e tanti italiani in generale) ci hanno pensato proprio gli italiani. Mi è capitato tante volte di sentire tante lamentele dai ragazzi che sono nati in paesi piccoli, anche nel mio, ma non solo. Perché ci stanno stretti, perché non ci sono possibilità, perché “non c’è niente”. Allora decidono di partire, iscriversi all’università fuori, proprio a Roma magari. Passa il primo trimestre e sotto Natale tornano a casa.

E allora, come va a Roma?

“No guarda, bellissima non puoi immaginare!! Ci sono un sacco di locali, un sacco di discoteche, un sacco di feste!! Ho già un sacco di amici, mi invitano tutti, uno sballo, divertentissimo! Questo posto non mi manca per niente”

Ok, mi fa piacere. Poi arrivano le vacanze di Pasqua, quelle estive, le altre di Natale eccetera eccetera. E passano gli anni. E la solfa non cambia. I locali, le discoteche, le feste. Non ti nominano neanche il Colosseo, per dire.

E dopo gli anni che sono passati, scopri che anche se il soggetto era lì per studio, ha fatto di tutto fuorché studiare. Non ha dato esami, non si è laureato, è solo passato da una festa all’altra. E siccome non ha più senso (e i genitori non hanno più voglia di spendere per niente), poi se ne torna al paese con le pive nel sacco, col rammarico di una grande occasione sprecata. Appunto, di una grande bellezza sempre a disposizione, occultata da una mondanità che poi non ha portato a niente.

E’ un modo diverso di raccontare, un modo cui forse non siamo abituati, ma per me l’Oscar è stato meritato, assolutamente. E sono felicissima che l’abbia vinto.

 

Ero talmente entusiasta, che dopo mi sono guardata anche This must be the place.

E ho stabilito che Sorrentino, l’Oscar l’avrebbe meritato anche per questo film!

Che infami a Mediaset. Riempiono settimane con delle fiction di una bruttezza devastante e nella stessa notte trasmettono due film bellissimi.

Sono andata a letto alle due e un quarto.

Il giorno dopo a mezzogiorno non mi ero ancora lavata la faccia.

Ma avevo dentro al cuore tante bellissime sensazioni, che ho ancora adesso.

P.S. Anche dopo This Must Be The Place ero talmente entusiasta che ho scaricato anche Il Divo e Le Conseguenze Dell’Amore.

In più ho riflettuto tanto.

Ma è normale che Mediaset spenda sia per La Grande Bellezza, sia per obbrobri come Il Peccato e la Vergogna?

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