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Piuttosto le elemosina

1 luglio 2014

E’ giunto il momento di affrontare un tema che mi sta molto a cuore: i mestieri che mi terrorizzano. In realtà non li considero neanche mestieri, di solito sono vere e proprie rotture di scatole per chi ha la sfiga di imbattersi in certi esemplari.

È vero che siamo in crisi e che tutto fa brodo, ma io, povera sciocca ingenua, continuo a essere la choosy di sempre, tanto cara a Elsa Fornero. Di mestieri che mi piacciono ce ne sono eccome. Che poi sia quasi impossibile cominciare a farli salvo conoscenze è un altro discorso.

“Eh ma allora, praticamente non fai una mazza e ti metti pure a criticare”

Beh sì, certo, toglimi anche questo passatempo ed è la fine.

Da piccola, quando sentivo parlare di un invito con una presentatrice, ricordo perfettamente che mia mamma nel modo più assoluto, non voleva saperne. E io mi meravigliavo, sembrava una cosa così divertente. Anche perché come presentatrice, io intendevo naturalmente quella televisiva e non mi spiegavo il rifiuto di mia madre.

Come non voler passare un pomeriggio a chiacchierare con Patrizia Rossetti? La vediamo tutti i pomeriggi, prima che ci annunci la puntata di Sentieri!! (Io a 5 anni). E mia mamma che con pazienza mi spiegava che non erano quel tipo di presentatrici.

E continuavo a non capire. Che cosa presentano allora?

A 5 anni ero già contraria al fatto che non si chiamassero le cose col proprio nome. Perché indorare la pillola con un nome diverso? È un’usanza terribile. Lo spazzino è un operatore ecologico? Anche, ma principalmente è uno spazzino. Cosa c’è poi da nascondere, nel mestiere di spazzino? Nulla!

Ma torniamo alla presentatrice. Che poi ultimamente è pieno di gente che presenta.

 

Il buon Twitter mi viene sempre in soccorso. Avon, FM, Umica e chi più ne ha più ne metta. Bene, ecco la verità: io ho paura delle presentatrici Avon!! Dico Avon per nominarle tutte.

Diciamo che se si facessero chiamare rappresentanti Avon, o rivenditrici Avon non le temerei così tanto. Dicono cose assurde e per questo basta vedere cosa dicono gli spot in tv. “Vuoi sentirti bella e realizzata? Diventa presentatrice Avon”. Poi mi devono spiegare che attinenza ci sia tra le due cose. Potrei essere una cessa e fare la presidente della Repubblica, sai quanto me ne frega della bellezza?

Ma la paura che ho addosso quando le sento parlare di lavoro, neanche guardandomi tutta la filmografia di Dario Argento. Si incontrano e si salutano come se fossero gemelle separate dalla nascita, partono da un “ciao carissima” per finirla con baci e abbracci. Ma poi parlano di lavoro.

E qui viene il peggio: la mia Team Leader, il network marketing, ho raggiunto il 12%, la mia sponsor. Poi squilla inevitabilmente il cellulare di una delle due e riparte la tiritera via telefono. Nemmeno il Presidente di Confindustria parla così.

E poi per chiudere in bellezza, le parole d’ordine sono guadagni e gratificazione. Ma certo, ci credo tantissimo. Va bene che se passi la giornata a correre da una casa all’altra con ciprie e profumi, due spiccioli in tasca ti rimarranno, ma santo cielo, ci rendiamo conto che stiamo parlando di un miserabile porta a porta??

 

E basta con tutte ‘ste arie! “Che lavoro fai?” “Vendo cosmetici!” vendi cosmetici, non presenti proprio un bel niente, non sei mica la Hunziker!

Che poi, dato che io non capisco che c’è la crisi e che tutti i mestieri vanno bene, com’è che con la crisi le rivenditrici di cosmetici e profumi, che non mi sembrano proprio beni di prima necessità, spuntano come funghi? I misteri dell’attualità.

Ma diamo anche un’occhiata agli slogan (tra parentesi i miei commenti), beccati sulle più svariate pagine facebook:

  • Non dire addio ai tuoi sogni
  • Non c’è soddisfazione più grande se non quella di conquistare le proprie mete senza dover dire grazie a nessuno (nemmeno Obama ha mai detto una cosa del genere)
  • Il lavoro dei tuoi sogni ti aspetta (ma parla per te)
  • Esci dalla crisi, lavora con noi (raccontatela a Renzi)
  • Se stavi aspettando un segno, eccolo (questa invece puoi raccontarla a Suor Cristina)

 

Come dice Simone in proposito:

 

Sì, in effetti mi sembra credibile. Credo che sia la stessa strategia utilizzata per trascinare persone in Scientology.

Senza nemmeno avere la fortuna di incontrare Tom Cruise.

 

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