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Giornata della memoria

27 gennaio 2015

A dire il vero quest’anno, anche sui social, non ho dato molto spazio alla Giornata della memoria e credo di sapere il perché.

Perché non ho bisogno del promemoria annuale per ricordarmi cos’è successo.

Perché so bene che io non sono razzista e non lo sono davvero. Non sono del partito “Non sono razzista ma…”… ma cosa? In quel MA c’è abbastanza per negare l’affermazione appena precedente.

E non mi dite che “se un delinquente ti fa del male, voglio sentire se non cambi idea” dato che la delinquenza non mi risulta abbia una unica provenienza.

Posso anche non condividere sui social i soliti link su Anna Frank, sul film “La vita è bella” e su quante altre immagini vengono sfoggiate appositamente nella giornata di oggi.

Facciamo così. Condividetele domani. E dopodomani. Oppure non condividetele mai, ma almeno inorridite quando sentite degli scempi razzisti, anche pronunciati dal più insospettabile dei vostri amici. Quello che non farebbe male a una mosca, ma non si sa bene perché, cade sempre nel tranello di dare la colpa agli altri, purché deboli e stranieri.

Io oggi decido di ascoltare questa bellissima canzone.

IL NOSTRO TEMPO

I giorni fra di noi trascorrono veloci
E come andrà a finire ancora tu non sai
Il mondo sta cambiando e noi stiamo cambiando
Respirando, sempre respirando
Le strade son diverse,
Frenetiche,
Ma intense di volti e lineamenti differenti
Vedo immagini nuove,
Culture e colori,
Radici lontane che adesso mi appartengono
Il mondo che vorrei
Non trova differenze
Fra l’uomo e le sue varie appartenenze
E quello che vivremo sarà…
La foto di una nuova realtà
Immagine del nostro tempo
Un’onda che mi cambierà… dentro
E mi sento un africano metropolitano
Con gli occhi da orientale
E il cuore di chi sa che andrà lontano
La mia casa è un altopiano al centro di Milano
E mi sento umano
Io mi sento umano…
E mi sento un africano metropolitano
Con gli occhi da orientale
E il cuore di chi sa che andrà lontano
E se ti sembra strano…io mi sento umano…
I giorni fra di noi, trascorrono veloci
E come andrà a finire ora tu lo sai
E quello che viviamo è già la foto di una nuova realtà
Immagine del nostro tempo
Lo specchio di un fiume che si muove lento…
E mi sento un africano metropolitano
Con gli occhi da orientale
E il cuore di chi sa che andrà lontano
La mia casa è un altopiano al centro di Milano
E mi sento umano, io mi sento umano…
E mi sento vivo sono figlio del destino
Ho scelto il mondo per confine e non sarò mai clandestino
Se ti sembra strano…vieni più vicino…
Io mi sento umano…io mi sento umano
E guarderemo da lontano quello che eravamo
Con la semplicità andremo via tenendoci per mano…

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One Comment
  1. Ho recensito un altro film contro il razzismo: https://wwayne.wordpress.com/2015/01/30/inseguire-i-propri-sogni/. Che ne pensi?

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