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Ironia, questa sconosciuta (ovvero: dalla polizia postale per un tweet!)

12 maggio 2015

Si parla in questi giorni della querela che la criminologa Roberta Bruzzone vuole sporgere nei confronti di Virginia Raffaele per la sua, peraltro divertentissima, imitazione.

Virginia Raffaele è bravissima. Non è volgare, non è offensiva, è un talento puro e per di più è anche bellissima. Imita Belen ed è bella come l’originale o anche di più.

La Bruzzone non ha gradito e minaccia querela.

Approfitto di questa notizia per raccontare cosa mi è successo qualche mese fa.

Ricevo una lettera della polizia postale che mi convoca nei loro uffici di Cagliari 5 giorni dopo la ricezione della lettera.

Passo dunque i 5 giorni a interrogarmi su cosa stia succedendo.

Sto sempre attenta a quello che scrivo e non sono offensiva. Sul blog parlo di tutto un po’ ma dubito di aver scritto cose scomode per qualcuno e non sono ahimè così conosciuta. Sarà per qualche segnalazione su facebook, di solito segnalo pagine nate per puro razzismo o per puro sessismo. Sì, sarà per questo.

Cerco così di tranquillizzarmi, so di non aver fatto nulla di sbagliato.

Anche se la convocazione da parte della polizia postale non è una cosa normale e la preoccupazione di fondo mi rimane.

“E se mi arrestano?” chiedo ogni tanto a chi mi sta intorno. “Ahahahah che sciocchezza!”

“Eh sì, ahahahah!”.

Però alla vigilia della convocazione mi lavo i capelli, almeno sarò arrestata con i capelli puliti e verrò bene nelle fotografie dei giornalisti, magari è una cosa seria, che ne so.

E arriva finalmente il giorno. Arrivo nell’edificio della polizia postale e vengo portata in un ufficio.

“Lei usa twitter?” mi chiedono gentilmente.

“Sì!” rispondo io.

Mi siedo e nella scrivania vedo un malloppo di roba con il mio nome scritto nella prima pagina.

“Posso sbirciare vero?” chiedo io, sporgendomi verso il fascicolo e iniziando a leggere.

“A dire il vero no”, risponde il poliziotto.

“Ah scusi!”. Torno al mio posto senza aver scoperto niente.

Poi mi chiede: “Conosce Paola Francesca Ferrari?”

“Chi?”

“E’ la persona che ha fatto la denuncia”.

Denuncia. Mio Dio. Sento le manette stringersi attorno ai miei polsi e nemmeno il pensiero dei miei capelli puliti mi fa stare meglio.

Comincio a pensarci a voce alta.

“Paola Francesca Ferrari, Paola Francesca Ferrari. Paola Ferrari, ma chi diavolo è?”. Poi l’illuminazione! “Ma scusi… non staremo mica parlando della giornalista sportiva?!?!?!”. Il poliziotto in realtà ancora non ne ha idea, quando a me tornano alla mente questi titoli di giornale.

FerrariTechFanpage

FerrariFatto

FerrariGazzetta

E sono proprio io a ricordare questi fatti, risalenti al 2012, al poliziotto ancora ignaro, mentre il suo collega annuisce dall’altra scrivania.

Il poliziotto fa una telefonata per verificare e conferma i miei sospetti.

Sono negli uffici della polizia postale proprio per questo motivo. All’epoca, durante gli Europei del 2012 la Ferrari era alla conduzione di “Stadio Europa”. Chi conosce un minimo twitter sa che la tv è il bersaglio principale degli utenti.

In breve. La Ferrari si è sentita offesa da tutti i commenti. Intanto mi domando come abbia fatto a leggerli tutti. Poi ha deciso di querelare non i singoli utenti, ma proprio Twitter, il social network. Male, perché se è vero che i soliti leoni da tastiera non perdono occasione per offendere pesantemente chiunque, è anche vero che il più delle volte gli utenti twitter scrivono commenti ironici e divertenti.

Se ti scrivono offese, insulti sessisti e allusioni molto pesanti è giusto intervenire. Ma per delle fesserie vere e proprie, forse sarebbe meglio lasciar perdere.

Querelando tutto il social, tutto diventa un miscuglio e così nel calderone ci sono finita anche io.

Per dei tweet davvero divertenti, se posso vantarmi! Io stessa li ho cercati col mio cellulare per poi mostrarli al poliziotto (ha riso, l’ho visto!)

Paola Ferrari - Copia

Insomma, non sono stata convocata come blogger scomoda che mi avrebbe portato tutta la visibilità che desidero.

Non sono stata convocata per aver segnalato delle pagine social orribili che mi avrebbe resa una nuova paladina della giustizia.

Sono stata convocata per una stronzata, ma in effetti non poteva essere altrimenti. Lo dico sempre che quello è il mio talento.

Diverse cose mi lasciano perplessa. Intanto perché alcuni di queste personaggi pubblici hanno l’autoironia di una sedia a dondolo? Come puoi lavorare in una tv pubblica con milioni di persone che ti seguono e poi prendertela per una fesseria simile?

Oltretutto, la stessa “parte lesa” è ben presente su twitter e non ha avuto molti problemi a denigrare la giornalista Sabrina Gandolfi, che ha preso il suo posto alla guida della Domenica Sportiva. Ergendosi anche a paladina della libertà di opinione quando la Gandolfi l’ha criticata proprio per aver retwittato tutte le offese a lei rivolte e scritte dagli utenti che preferivano la Ferrari.

ferrariGandolfi

Ah, nei giorni appena successivi all’attentato di Parigi, anche Paola Ferrari era Charlie, che ve lo dico a fare!

Un’altra cosa che mi ha fatto riflettere invece mi è venuta in mente proprio mentre ero negli uffici della polizia postale. Chi lavora lì è subissato di lavoro, soprattutto in questo periodo. Minacce terroristiche che, vere o fasulle devono essere verificate. Cyber bullismo, sempre più diffuso.

Dall’ufficio accanto a quello in cui mi trovavo si è sentita una voce chiedere: “Minorenni???”

Il giorno dopo sul giornale c’era pubblicata una notizia riguardante la circolazione di materiale pedopornografico in cui erano coinvolti diversi minorenni e probabilmente con i genitori non estranei ai fatti.

E poi c’ero io. Io e chissà quanti altri utenti chiamati lì a rispondere a delle domande e a firmare un verbale in cui dichiaro:

“Sì, su twitter ho scritto che Paola Ferrari fa, a mio avviso, un uso eccessivo di cosmetici”.

Non so se e come finirà questa storia.

Non so nemmeno se questo post comporterà un’altra convocazione da parte della polizia postale.

Mi leggono in quattro gatti, ma state certi, per queste cose mi trovano.

Vi farò sapere. Anche la prossima volta, nel caso dovessi ripetere l’esperienza, ci andrò con i capelli puliti.

Un pensiero in meno in caso di arresto.

Ah mi raccomando. Non portatemi le arance. Non le digerisco.

Qui vi segnalo una gallery con i tweet più divertenti che hanno scritto gli utenti twitter all’epoca dei fatti. Avranno convocato anche loro?

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2 commenti
  1. Ahahahahaahah super Sara! 🙂

  2. Che esperienza!! 😀 Farà curriculum??

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