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I link di facebook

24 giugno 2015

Tra le cose terribili di facebook, ci sono sicuramente le pagine nate per far condividere i propri link.

Ovvero banalità allo stato puro messe lì con la speranza che qualcuno inizi a condividere senza neanche badare troppo a quello che si sta facendo. Salvini sta costruendo la sua campagna elettorale su questo.

Questo lo si evince perché gli stessi link spesso hanno degli orrori grammaticali che passano inspiegabilmente in secondo piano se non del tutto inosservati.

Ma dopotutto anche queste pagine hanno uno straccio di senso.

Con le banalità scritte da Moccia sono nati film e libri.

Fabio Volo, che continua a essere un bravo autore e presentatore tv, campa con le banalità dei suoi libri amati da tutti.

Persino le perle di Pinna fanno business.

Perché mai quelli di Camorra and love (sì, esiste una pagina che si chiama così e i carabinieri non sono ancora intervenuti) non possono aspirare a tanto? E quindi via di abominevoli link spacciati per riflessioni profonde pronte a invadere le bacheche dei nostri contatti.

Io sono contraria ai link. A meno che non siano cose molto divertenti che spesso celano riflessioni ben più serie.

A che diavolo serve il link? Non puoi esprimere lo stesso concetto a parole tue? Sono certa che salterebbero fuori riflessioni articolate molto meglio e in maniera molto più originale.

A volte i link sono talmente banali e populisti che non me li tolgo più dalla testa. Specie se faccio attenzione a chi solitamente li pubblica.

Link come “L’Italia è quel paese dove si arrestano i possessori di una pianta e si lasciano in libertà i pedofili” pubblicati da tossine ambulanti o da aspiranti tali ma troppo fessacchiotti e che si fanno beccare una volta sì e l’altra pure.

Link come “La gente che ha rovinato il mondo ha la cravatta, non i tatuaggi” pubblicati da miserabili che non lavorano da una vita (e non a causa della disoccupazione) ma hanno in corpo 800 € di tatuaggi.

Link come “Ho visto uomini con la terza elementare mettere su un’azienda e dar lavoro a decine di persone. Poi ho visto professori con 3 lauree in tasca far chiudere migliaia di aziende affamando milioni di persone. L’ intelligenza non si studia” pubblicati da ventenni che hanno preso la licenza media a calci nel culo e che, forti di questa lungimirante verità (oh lo dice il link, vuol dire che è vero), sono ben felici di non aver mai aperto un libro in tutta la loro vita e mai ne apriranno uno.

Tutti link presi da pagine oscene, dove l’insulsaggine si taglia a fette, con migliaia di like e altrettante condivisioni.

Cosa c’è di peggio?

Io che rosico, perché la pagina del blog su Fb ce l’ho anche io e pur non essendo così banale, mi seguono e condividono in 4 gatti.

A proposito… mi trovate qui!!

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