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I soldi non danno la felicità

2 settembre 2015

Questa frase in realtà comincia a sembrare più un luogo comune che altro, specie di questi tempi. E’ vero che non fanno la felicità, ma possibile che ‘sti soldi finiscano sempre nelle mani sbagliate?

Prendete Lapo Elkann. A che ti serve essere pieno di soldi se sei ignorante come una capra, ti vesti malissimo, avrai pure macchine costosissime ma di una bruttezza devastante e fai figure di merda una dopo l’altra e di grandezza sempre maggiore?

Pochi giorni fa nell’Unione Sarda ho letto una brutta notizia.

soldi

La vita è veramente strana.

Un uomo, milionario dopo una vincita, si suicida.

Ma è una notizia che non mi ha meravigliato più di tanto. Ho incontrato quell’uomo qualche anno fa, quando lavoravo in un’agenzia di scommesse.

Ha giocato 900 euro su un incontro di tennis. 900 euro per vincerne quasi 1800.

E già qui ci sarebbe da riflettere.

Diverse persone lo fanno. E’ tornato la mattina seguente a riscuotere il premio.

Per le norme antiriciclaggio saprete bene che non si possono consegnare somme in contanti per più di 999 euro. Quindi mi complimento con lui, gli chiedo i dati e le coordinate bancarie.

Apriti cielo!! Inizia una pantomima senza precedenti. Non solo non aveva intenzione di rilasciare coordinate ma mi disse anche: “Io chiamo la finanza e tu passi i casini!”.

Apriti cielo un’altra volta, ma stavolta per causa mia. Alzo la voce, spiego che lui è obbligato a darmi i dati e io ho l’obbligo secondo la legge di non consegnare somme del genere in contanti. Deve esserci la tracciabilità.

Prende il telefono e minaccia ancora di chiamare la finanza.

“Chiami chi vuole” ribatto io “e vediamo chi li passa, i casini!”.

In realtà ho sospettato che fosse un grande evasore fiscale. Continua a lamentarsi e continuo anche io, perché so essere molto antipatica e fastidiosa, se serve.

Continuo infatti:“Lei non può non aver visto un telegiornale negli ultimi dieci mesi per essere all’oscuro di una notizia del genere!”.

Prima che cominciasse la lite aveva confidato di aver già vinto valanghe di soldi. Mi era scappato un “ah, che fortuna!” e non aveva battuto ciglio.

Mi è dispiaciuto molto aver appreso questa notizia ma ribadisco che non mi meraviglia per niente.

Aveva l’aria di uno normale che ha fatto i soldi da grande, che pensava che con i soldi si potesse ottenere di tutto. Cose e persone. E l’atteggiamento di chi pensa che con i soldi si possano infrangere persino le leggi, tanto puoi sempre comprarti qualcuno che, in caso di provvedimenti, mischierà le carte a tuo favore.

Ma non aveva l’aria di una persona serena.

Evidentemente quello dei soldi era un tormento e null’altro. Non pensava che servissero a stare tranquilli, pensava che con quelli avrebbe potuto avere tutto senza il minimo sforzo. Tutto, anche l’equilibrio interiore. E quello non ce l’aveva nemmeno quando l’ho incontrato io, era evidente.

Il male di vivere è l’unica cosa che non guarda in faccia a nessuno. E non c’è conto in banca che tenga.

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