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La festa dei Nonni

2 ottobre 2015

Premesso che avevo la convinzione che la festa dei nonni fosse d’estate, penso che ogni occasione sia buona per festeggiarli.

Io ho conosciuto solo le mie nonne. I nonni Virgilio e Mauro vivono nei racconti e nelle fotografie (purtroppo poche) gelosamente custodite negli album di famiglia.

Le nonne, oltre alle foto, vivono giorno per giorno nel mio cuore. Non ho più nemmeno loro, non qui almeno.

C’è la mia nonna Maria Ignazia (ha anche altri tre nomi) di Oliena, la mamma di mio padre, che ogni giorno mi sta vicina col suo sguardo dolce e severo allo stesso tempo e che mi guarda dalla fotografia che abbiamo nell’ingresso di casa mia. E c’è nonna Desolina (sì, un nome tanto buffo quanto diffuso tra le donne di un tempo) di Villaputzu, la mamma di mia mamma, che non amava farsi fotografare e dobbiamo accontentarci di qualche fotografia rubata e qualche altra in cui, nemmeno a dirlo, ci guardava malissimo.

Nonna Maria Ignazia aveva una passione per il cucito. Una vera artista. Avete presente i bellissimi scialli di Oliena? Lei sapeva farli, ne ha regalato uno a mia mamma quando si è sposata ed è un’autentica opera d’arte.

(Vi mando a questo bel sito che ho trovato per farvi conoscere meglio gli scialli)

Nonna Maria Ignazia mi diceva sempre così: “Se nonna non muore, ti fa il costume sardo”. E’ una promessa che non ha potuto mantenere perché pur essendo vissuta relativamente a lungo, l’Alzheimer le ha tolto giorno dopo giorno la possibilità di fare qualsiasi cosa. Noi nipoti avevamo il ruolo di starle accanto, a causa di questa malattia maledetta i ruoli si erano invertiti. Nonna non poteva uscire da sola quindi avevamo noi il compito di accompagnarla in una passeggiata quando aveva piacere di farne una. La accompagnavamo in Chiesa, vicino alla sua casa, poi facevamo il giro della piazza e tornavamo indietro.

Mi ricordo che incontravamo tante donne che ci fermavano, le rivolgevano la parola e guardavano me per avere una risposta. Che puntualmente non arrivava, perché mi parlavano nel dialetto di Oliena, molto diverso dal mio dialetto villaputzese e per dirla tutta, infinitamente più bello.

La mia nonna Maria Ignazia andò via un giorno di inizio estate del 2002, durante i miei esami di maturità.

Nonna Desolina era più vicina geograficamente. Di Villaputzu, il paese in cui abito io. Per alcuni anni abbiamo vissuto nella stessa casa. Mi riprendeva sempre su quanto fossi lenta a mangiare. Non solo quando ero piccola, anche quando avevo 18 anni e se ci fosse, lo farebbe anche ora, perché in questo non sono decisamente cambiata. Ricordo anche sotto il periodo natalizio quando per far contenti i più piccoli, tutti gli zii organizzavano le tombolate. Lei in realtà stava seduta tranquilla nella sua poltrona, mezzo appisolata davanti a chissà quale programma e veniva svegliata a ogni partita da qualcuno che gridava “Tombola!!!” (che non ero mai io) e da qualcun altro che ancora più forte gridava “Oh noooo!!” deluso di non aver vinto (questa sì, ero io).

La mia nonna Desolina visse qualche anno di più e se ne andò un giorno di fine novembre del 2005, quando ero una studentessa universitaria fuori sede e pochi mesi dopo essere diventata nuovamente nonna del mio cuginetto Nicola, che mi ha tolto il primato di cugina più piccola dopo ben 21 anni e mezzo.

Ovviamente ho molti altri ricordi delle mie nonne e adesso andrò a ripercorrerli tutti, sfogliando gli album fotografici e ricordando tutto quello che queste nonne, anche senza volerlo, hanno fatto per me e per i miei cugini.

Vi porto sempre nel mio cuore.

Nonna

Io in braccio a mio fratello Mauro con mia nonna Maria Ignazia

 

Nonna P

Mio fratello con mia nonna Desolina che mi tiene in braccio.

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One Comment
  1. L’ha ribloggato su Che cos'è l'amor… chiedilo al ventoe ha commentato:

    Lo ripropongo!! Mi fa sentire vicino alle mie nonne che mi hanno accompagnato anche da qui e ai miei nonni che mi hanno sempre guardata da lassù!

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