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Le foto del parto mi fanno schifo!!!

9 novembre 2015

Sì, lo so che il titolo è forte, l’ho fatto apposta per attirare l’attenzione.

E prendere, eventualmente, un’altra vagonata di insulti.

Per foto del parto non intendo la foto di una neomamma che tiene in braccio il bambino, su quelle non ho ovviamente nulla da dire, se non tanti auguri a tutti quanti.

Vi racconto cosa mi è successo sabato pomeriggio.

Erano circa le 15.00 quando, prima di uscire di casa, sbirciavo un po’ cosa si diceva su facebook. E mi imbatto in un articolo dell’Huffington Post ripreso da Repubblica.

Vi risparmio l’immagine. Titolo dell’articolo:

“Gli affascinanti scatti che immortalano il momento in cui la testa dei bambini viene alla luce”, con immagine di faccia stropicciata e sporca di bimbetto che spunta fuori, immagine che appare nell’anteprima nella notizia e che quindi ti ritrovi nella tua home page di facebook.

“Ma che schifo!!!” è stato il mio primo commento.

Adesso ditemi: questa mania di immortalare a cosa è dovuta? Un parto poi. Mi ricorda quelli che fanno il filmino della nascita del figlio, poi ti invitano a cena e TRAN!!! a tradimento ti piazzano il dvd con in primo piano la vagina della moglie da cui fuoriesce il neonato.

Sangue, stridore di denti e lacrime. Le tue.

Ma che diamine!!! Ma fammi vedere tuo figlio, non questa cosa!!! Vuoi farmi vomitare la cena di stasera e tutti i pasti degli ultimi tre anni??

Comunque. Ho avuto la brillante idea di commentare così l’articolo.

“Oddio… sono troppo acida e insensibile se il primo commento che ho fatto è stato “ma che schifo!”? Santa pazienza, gioia e tutto quanto ma… fa venire mal di stomaco!!! Vengono in mente quelli che ti invitano a cena e poi a tradimento fanno vedere il video del parto!! Ma chi se ne frega!!!”

Ecco.

APRITI CIELO!!!

Un’orda di nazimamme impazzite prende possesso delle tastiere dei loro PC e inizia il linciaggio!!

Insulti per tutti i gusti!

Da insensibile a zitella inacidita.

Prendo per buono il fatto che nessuno mi abbia detto “troia” che di solito non manca mai quando una donna apre bocca.

Rimproveri di ogni genere! Da “Guarda che è la cosa più normale del mondo, come credi di essere nata?” a “Come puoi dire che ti faccia schifo la vita di un bambino che è una cosa bellissima”.

Insomma una sfilza di commenti da chi, principalmente, non ha capito un accidenti di quello che dicevo. E se qualcuna, madre, si azzardava a dire che anche defecare è la cosa più naturale del mondo ma sarebbe meglio evitare di farci un book fotografico, l’orda delle nazimamme ripartiva.

“Come osi paragonare un parto a fare la cacca!!”

E vabbè, ma ditelo prima che non capite una mazza allora!

Livelli altissimi, dove ovviamente, se non ti emozioni per una fotografia che trovi abominevole, sei nel torto.

Perché si parla di nascita, guai a parlare male del parto, guai a non incantarsi ai luoghi comuni più dementi che la nostra mente potesse partorire! Tutte le mamme devono essere belle e buone, tutte le donne incinte devono essere felici e contente, guai a dire che non ne puoi più di pisciare ogni tre per due, di pesare 200 chili, di sentirti una balena, guai guai guai, altrimenti sei un’insensibile indegna!

Guai a dire che la gravidanza è stato un periodo terribile perché sì, eri contenta, ma ti sentivi malissimo, devi già essere succube!

Guai a dire che l’inserimento all’asilo non serve a niente se non a dare vita a una serie di bambini con la difficoltà di godersi un minimo di indipendenza, guai a dire che se il bambino piange “lascialo piangere che gli passa”, no assolutamente! Guai a traumatizzare il bambino dicendogli che ha perso il ciuccio, lasciaglielo fino a che non va in prima elementare!

Se avessi scritto “Che schifo chi fa i figli” o “che schifo i bambini” allora avrei capito l’attacco generale. Ma non ho scritto niente di tutto questo. E dato che è di gran moda non sforzarsi un minimo di capire gli altri, via libera all’insulto!

Fortunatamente ci sono state anche molte persone che mi hanno difesa. E tra queste, delle donne che avevano partorito, ben felici di avere avuto i figli e che trovavano ugualmente abominevoli quelle fotografie.

A mio avviso, da quei commenti, non è venuto a mancare una spolverata di sessismo. Perché nel più classico delle “zitella” (ma poi fatemi capire… per quale motivo viene utilizzato come insulto?) si accusa una donna di non essere stata capace di trovare un uomo e di figliare.

Poi magari io sarò esagerata e verrò tacciata (ancora) di femminismo spicciolo, ma c’è una cosa mi preme moltissimo dire ed è una convinzione che ho letto tra le righe dei vari attacchi.

Guai a pensare che una donna non sposata e senza figli sia incompleta. E’ gravissimo e avvilente. Ed è avvilente nei confronti di TUTTE le donne, anche di quelle che hanno partorito e che evidentemente non si sentono veramente donne senza l’ausilio di un’altra persona, in questo caso dei loro figli.

E’ anche a causa di questa fissazione vergognosa che un sacco di donne sognano “un figlio a tutti i costi” ed è terribile! Come se fosse un oggetto, un nuovo telefono e come se fosse uno status, una graduatoria dove chi ha un figlio diventa più importante di chi non ne ha.

O un capriccio, dove in questa vita ti devi sposare e devi fare dei figli perché anche tutti gli altri lo fanno.

Odio anche quando ai telegiornali, parlando dei femminicidi, sostituiscono il termine donna preferendo quello di mamma. “L’assassinio della mamma di Asti” “L’assassinio della mamma di Gavoi” e via dicendo.

Come se l’assassinio di una donna senza figli non fosse abbastanza grave o abbastanza commovente.

La storia della nostra nazione ha passato un ventennio, neanche troppo tempo fa, a considerare la donna buona solo a fare figli e a tenere in ordine la casa.

Sono stati così bravi e convincenti che ancora oggi, troppe donne, pensano di essere al mondo solo per questo.

Sono stati così bravi e convincenti che se non ti accodi al pensiero, allora non vali niente.

Che poi pensavo… non hanno fatto altro che dirmi quanto avere figli fosse bello e quanto riempia la vita d’amore… alla faccia!! Me ne sono accorta!! Pensa te se portassero odio in che condizioni ne sarei uscita!!

Ecco i commenti, raccolti per voi in una gioiosa fotogallery.

Qui c’è il link. Se siete fortunati, troverete qualche insulto che si è aggiunto successivamente.

 

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6 commenti
  1. Credevo di riuscire a cavarmela ma il post è lunghissimo e sono troppo stanca per leggere fino in fondo. Conosco bene il mondo delle nazimamme incazzate su Facebook, e se può consolarti, a me, doppiamente madre, entrambe le volte con parto naturale, fanno schifo quelle foto allo stesso modo. Anzi, io per i primi due o tre mesi dopo il parto avevo i brividi e un velato senso di nausea anche solo a ripensarci, a quelle teste che escono da lì sotto. A me faceva schifo anche pensare di accoppiari di nuovo, dopo il parto. Mi faceva schifo pensare ai punti che mi avevano messo. Mi si smuove lo stomaco anche ora che sono passati quasi 9 anni dalla prima volta e 9 mesi dalla seconda. Ma io ammetto anche che non mi piace allattare, che la mia seconda gravidanza è stata un vero schifo dal primo risultato positivo del test all’ultima spinta per dare alla luce il mio Cicciobombo. Dico che odio non avere un attimo per me, dico che sono contentissima che mio figlio sia stato ammesso all’asilo nido. Eppure amo i miei figli come tutte le altre mamme al mondo. Le nazimamme sono quelle donne frustrate che non sanno con chi prendersela, che condividono milioni di link su come siano felici di essere mamme prima di essere donne perché “Lasciare i figli ai nonni per un paio d’ore il sabato sera!? Ma scherziamo!? I miei figli stanno sempre attaccati a me perché essere mamma significa sacrificare la propria vita!” (e qui ti chiedi se quindi lo fanno con piacere o perché qualche legge non scritta lo impone, perché se è un piacere è un conto, ma se è un sacrificio è tutto un altro paio di maniche!)…

  2. Questo commento mi piace moltissimo!!! Quando sento parlare le nazimamme io sono terrorizzata! Penso che in quel ruolo sarei la personificazione della depressione post parto. E quando mi dicono “vedrai quando toccherà a te” mi spavento a morte, detta così sembra tutto fuorché un augurio!! Non ho figli ma all’idea mi impressionano tutte le cose che hai detto. L’allattamento, l’idea di un bambino che esce proprio da lì, Cristo Santo, non sarebbe stato realmente meglio il fiabesco bimbo sotto il cavolo? O la cicogna pony express? 😀 In più sono una solitaria di fondo, anche l’idea di non avere, eventualmente, più tempo per me mi spaventa. Se devo essere totalmente sincera, mi impressionano anche le pance incinte, non ne ho mai toccata una. Mi spaventano anche un sacco di altre cose e sapere che non la pensi così diversamente da me, mi fa sentire meglio e rende ai miei occhi, la gravidanza e il parto una cosa più naturale e più umana. E tutto questo, non serve essere madri per capirlo, non intacca in nessun modo l’amore che una madre avrà nei confronti del figlio. Grazie davvero per essere passata di qui 🙂
    Quanto alla lunghezza del post… eheheh, su blog sono leggermente logorroica 😀 😀 😀

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