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Una scema che parla di Bruxelles

23 marzo 2016

Sto per dare ragione, di nuovo, a Umberto Eco e usare blog e poi social per dare un po’ di spazio alla mia opinione da imbecille.

Ieri, a parte qualche frase su twitter, non ho scritto nulla di mio.

Su facebook mi sono affidata alle canzoni, come faccio spesso. Ho scelto Basta! di L’aura, una bellissima canzone contro la guerra. E dopo qualche ora mi sono affidata ai Marlene Kuntz, con una frase di A chi succhia che dice così:

“Non c’è volontà di comprendere
E questo corrompe la società
Cui riesce più semplice credere
Che i buoni sono qua e i cattivi là”

Ho passato la mattinata a guardare servizi e aggiornamenti da Bruxelles. Avevo paura di aprire i social e quando li ho riaperti i miei timori erano fondati.

Oriana Fallaci aveva ragione.
Stop Islam.
Visto cosa succede a farli entrare tutti?

E io, sul farli entrare, ho pensato solo a questi due bambini, fotografati dalla squadra di Gazebo nel campo profughi di Idomeni.

 

Gazebo

 

Loro non devono entrare? E cosa possono fare di terribile? Rompere un vetro con una pallonata mentre giocano a calcio?

Perché anche stavolta i terroristi saranno  nati e cresciuti a Bruxelles e avranno visto più mondo di quanto noi immaginiamo.

Mi stanco anche di dover ripetere che musulmano non è sinonimo di terrorista, è talmente ovvio che a ripeterlo mi sento una deficiente, più di quanto non lo sia già.

Quello che mi stupisce sono le domande di tutti. Anche mie.

Come fai a mettere qua e là degli esplosivi senza che nessuno se ne accorga?

Giusto.

Poi mi viene in mente che siamo il Paese che ha visto saltare in aria un’autostrada, imbottendola di tritolo e… senza che “nessuno” se ne accorgesse.

Ecco, la risposta immagino sia in quel “nessuno”.

Puoi imbottire un’autostrada di tritolo, farla saltare in aria proprio quando ci passa un giudice antimafia e fare tutto di nascosto?

Ma certo che no.

E puoi mettere a Bruxelles, ma anche a Parigi, Londra, Madrid, giusto per citarne alcuni, degli ordigni esplosivi di nascosto?

Ma direi proprio di no.

Non ho neanche voglia di pensarci troppo, fino a che non sappiamo cosa e chi si nasconda dietro quel “nessuno” il rischio di dire stronzate colossali è enorme.

Allora sto zitta.

Sono solo un’imbecille che aveva voglia di scrivere due righe.

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