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Alcuni giorni in Toscana

13 maggio 2016

Ultimamente non ho scritto perché sono stata in Toscana.

E questa è la giustificazione per non aver scritto negli ultimi sei giorni, gli altri trenta giorni non sono giustificati ma sono tornata! E ho deciso di raccontare un po’ le mie giornate fuori!

Sono andata in Toscana per raggiungere il mio adorato cuginetto Matteo che domenica ha fatto la prima comunione. Matteo è anche mio figlioccio di battesimo (ho due figliocci, sono una madrina molto ambita) e appartiene al lato della mia famiglia che vive in Toscana.

Penso spesso a quanto manchi il teletrasporto nelle nostre vite, ma che diavolo aspettiamo a inventarlo? Vabbè, torniamo a noi.

La donna d’affari. Mentre aspettavo all’aeroporto di Cagliari, vicino a me si è seduta una donna. Bella, bionda, molto elegante e sempre al telefono. Quella che nell’immaginazione collettiva corrisponde alla descrizione della donna d’affari. Parlava al telefono e siccome sì, non so resistere e ascolto sempre le telefonate altrui, ho capito che lavora con Confindustria o per qualche società vicina. Parlava di un incontro che si è tenuto a Cagliari con i dirigenti della GSE (Gestori Servizi Energetici) e che, agli occhi (e soprattutto alle orecchie) di una provincialotta quale sono, sembravano solo degli enti con interessi milionari e che la donna d’affari seduta accanto a me prendesse uno stipendio che non so nemmeno immaginare. La conferma arriva quando, al suo interlocutore telefonico, accenna a un progetto che riguarda una cifra tra i 5 e i 15 milioni di euro. Sgrano gli occhi ma con molta discrezione, sì, sono palesemente una poveraccia ma non è il caso di sbandierarlo ai quattro venti.

Uragano Vinci. Nella fila per il check in, la mia attenzione e quella di tutti gli altri viene catturata da un uomo vestito in modo molto estroso e con i cappelli molto ricci, tanto che alla ragazza alle mie spalle sfugge: “Ma questo chi è, il cugino di Caparezza?”.  Camperos pitonati, pantaloni blu, giacca, mani piene di anelli grossissimi. Un’altra ragazza lo riconosce e gli chiede di posare per qualche fotografia ricordo, mentre io brancolo nel buio. Chiedo così gentilmente a un altro ragazzo vicino a me e mi spiega che è Salvatore Vinci, noto Uragano, e che si tratta di uno stuntman molto conosciuto. Non lo conoscevo, non sono informata nel settore e non l’avevo mai visto prima. Ma guarda tu a volte il caso, il giorno seguente l’ho incontrato a Carrara!

Parenti. Le giornate sono state tutte di festa, principalmente perché è stata una rimpatriata con tutti i cugini. Mancavano mio padre e mio fratello, rimasti qui (teletrasporto???). E oltre a passare le giornate con i cugini, capitanati da Diego (9 anni), ho approfittato per fare la conoscenza di Lorenzo, new entry in famiglia, di appena un anno e che non avevo ancora visto! Sono stati giorni bellissimi.

Amiche e università. A Pisa ho fatto l’università e se è vero che dal punto di vista di lavoro e opportunità è meglio stendere un velo pietoso, l’università mi ha portato cose bellissime. Come Irene e Elisa, le mie splendide amiche con cui lunedì ho fatto una rimpatriata. Una giornata bella, con tante risate e tanti racconti. Passata troppo velocemente, purtroppo. Abbiamo anche gironzolato per la nostra facoltà di lettere, rendendoci conto che ormai è principalmente un dipartimento di giurisprudenza che poco ha a che fare con quella confusione tipica di quando noi frequentavamo.

Yo. Queste cose di solito le fanno gli influencer e di solito vengono anche pagati. Io non solo non influenzo nessuno, ma non vengo nemmeno pagata (non sia mai!), ma siamo andate a fare merenda in una yogurteria in Borgo Largo, molto carina, fanno yogurt, frullati, crepes e via dicendo e soprattutto è completamente rosa!! Che posto bellissimo!! Già che ci sono vi suggerisco anche La Piadona di via Rigattieri, siamo andate lì a pranzo. E con questa lo sponsor è terminato.

Naturalmente i giorni in Toscana non hanno compreso solo queste cose raccontate molto velocemente, ma tante belle emozioni, chiacchiere, risate, sorrisi che non mi dilungo a raccontare, perché non sono interessanti, o meglio: lo sono fin troppo, ma solo per me.

Adoro gironzolare per la nazione e ambisco alla tanto agognata indipendenza economica (che sento lontanissima), possibilmente senza dover diventare una schiava, proprio per questo. Girare e tornare qui alla base.

Io sono un’incosciente, continuo a sognarlo.

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