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Come si ridimensiona tutto quanto.

21 luglio 2017

Pensiamo sempre che sia un mondo di figli e figliastri e in effetti, giorno dopo giorno, è sempre più difficile trovare una smentita.

Magari è vero, forse per questo, il problema è che non riusciamo a capire chi siano gli uni e chi siano gli altri.

Così, dai nostri divani, dai nostri ex MTV, dagli attuali Radiofreccia e qualche volta, se ti va bene e non ci trovi il tormentone di turno, da VH1 mentre ci passi quando fai zapping, trovi tanti di quei figli e figliastri che mietono successi e raccolgono denaro sonante.

Quando sono scarsi ti dà ai nervi, quando c’è qualcosa di buono no. Perché sì, i soldi di certo non danno la felicità, ma a noi tocca crederci per sentito dire, che ne sappiamo.

Così, anche se i Linkin Park non li hai mai ascoltati perché non ti hanno mai fatto impazzire oltre a quel Hybrid Theory di tantissimo tempo fa, una notizia così fa sobbalzare di nuovo il cuore.

E non ti sei neanche ripresa da Chris Cornell.

C’è il talento, c’è il successo, c’è la ricchezza e c’è la fama.

Ma la verità è che il male di vivere non guarda in faccia a nessuno.

Metto questa, la conosciamo tutti.

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3 commenti
  1. I Linkin Park mi riportano ad una fase della mia vita che ricordo con grandissimo piacere e nostalgia. Non esisteva itunes, quindi se volevi ascoltare una canzone dovevi andare ad un negozio di dischi e comprarti il singolo al costo di 6 euro. Tra la montagna di singoli che ho comprato in quegli anni, “In the end” dei Linkin Park è stato senza dubbio uno di quelli che ho messo più spesso nel discman. La mettevo ogni volta che avevo bisogno di un po’ di carica, perché l’energia e la potenza che c’erano nella voce di Chester Bennington erano trascinanti come non mai. E’ un vero peccato pensare che quell’energia e quella potenza si erano esaurite così presto. Ma in fondo non sono affatto esaurite, anzi non si esauriranno mai, perché la musica dei Linkin Park non smetterà mai di venire ascoltata.

  2. Che bel viaggio nel tempo. E’ vero, era un gruppo destinato a rimanere. E rimarrà, anche se questa botta non è facile da digerire.

  3. Non lo è mai, quando muore un artista di talento. Colgo l’occasione per consigliarti questo splendido film: https://wwayne.wordpress.com/2015/09/20/voglio-farcela/. Per noi amanti della musica è davvero imperdibile. Grazie per la risposta! 🙂

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