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Nel mare ci sono i coccodrilli

Avete mai adottato una canzone? Io sì! E posso custodirla per un mese.

Mi sono iscritta su Beatrice La Dante, il social network della lingua italiana che ti permette di adottare parole (per un anno) e canzoni (per un mese). Prima di adottare la canzone però ho voluto fare una cosa. Leggere il libro a cui era ispirata.

 

Sia il libro che la canzone si chiamano Nel mare ci sono i coccodrilli.

Il libro è di Fabio Geda e racconta la storia di Enaiatollah Akbari, un bambino di 11 anni afghano, della minoranza Hazara, considerati inferiori e perseguitati dai talebani. Suo padre faceva il trasportatore. Ma un giorno, a causa di un incidente, il carico che trasportava è andato perso e il risarcimento per questa perdita era proprio il figlio piccolo. La madre decide così di allontanarlo dall’Afghanistan. Lo porta in Pakistan e lì lo lascia. Solo, in balia degli eventi. Perché dice Enaiatollah: “Mia madre ha deciso che sapermi in pericolo lontano da lei, ma in viaggio verso un futuro differente, era meglio che sapermi in pericolo vicino a lei, ma nel fango della paura di sempre”

Dal Pakistan si racconta la vita e gli anni di Enaiatollah che attraversa Iran, Turchia, Grecia e poi arriva in Italia.

E’ un libro raccontato da un bambino. Con gli occhi di un bambino che di sicuro non ha avuto un’infanzia come noi la immaginiamo. Leggete e fate leggere questo libro ai lettori più piccoli, è molto importante.

Da questo libro è stata ispirata una canzone dallo stesso titolo cantata da un cantautore che si chiama Braschi. Una canzone che lo scorso anno ha partecipato tra i giovani al Festival di Sanremo e che mi ha colpito al primo ascolto.

Adesso, ancora per un po’ (non l’ho adottata oggi), è mia.

Il nome del libro arriva da una frase detta da un bambino, Hussein Alì, dodici anni, il più piccolo dei viaggiatori (sono passati anni dalla partenza di Enaiatollah dall’Afghanistan, che ha paura ad arrivare in Grecia a bordo di un gommone perché nel mare ci sono i coccodrilli.

 

Nel mare ci sono i coccodrilli
Dice mamma
Mentre beve the e limone
E stai lontano, ti prego stai lontano
Dalle correnti forti
Che non ti so più trovare
nel mio mare ci sta la merda del mondo

Dice lui

Con cui ho diviso tanto e dice Sabato la storia ce l’abbiamo in pugno
Dai salta
Dentro questo tempo

Casca il mondo e tu vuoi ballare
E allora ballo con te senza senso senza rumore
E stai lontano dal mare
Ci sono i coccodrilli
Puoi farti male

Ma io sono nato e vivo qui per caso
E sono figlio di un medico
Di un tossico di un mago
Sono venuto fuori qui tra i gelati e le bandiere
E non ho mai visto un cacciabombardiere

Casca il mondo e tu vuoi ballare
E allora ballo con te senza senso senza rumore
E stai lontano dal mare
Ci sono i coccodrilli
Puoi farti male

Nel mare ci sono i coccodrilli
Puoi vederli galleggiare

Casca il mondo e tu vuoi ballare
E allora ballo con te senza senso senza rumore
E stai lontano dal mare
Ci sono i coccodrilli
Puoi farti male
Puoi farti male

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Il Festival di Sanremo 2018

Sembra passato un secolo e invece è solo un mese. E ormai non se ne parla ma chi se ne frega, io voglio dire la mia.

Quest’anno non ho nemmeno fatto le trashcronache in diretta qui e per un motivo. Non c’era il trash.

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Si è visto che c’era un musicista come direttore artistico. Tutti quelli che organizzano il festival ripetono di continuo di voler riportare al centro la musica e c’è riuscito Claudio Baglioni. Facendo il direttore artistico sul palco, facendosi affiancare da una conduttrice professionista come Michelle Hunziker (che piaccia o no – a me sì- ma la conduzione era tutta sulle sue spalle) e da un attore professionista come Pierfrancesco Favino che ha portato sul palco il suo talento e la sua bravura.

E la scelta degli artisti in gara? Ottima. Al di là di gusti personali, va detto che a concorrere erano artisti seri, con una carriera seria e, grazie al cielo, con pochissimi arrivi dai talent show. C’era Noemi, c’erano The Kolors e c’era Annalisa, cioè c’erano tre artisti che sono riusciti a distaccarsi dal talent, che sono riusciti ad avere una carriera e che quando li nomini non c’è bisogno di aggiungere “E’ di Amici, è di X Factor” per identificarlo.

C’erano i Pooh sparpagliati, c’era Ron, c’era la Vanoni, c’erano artisti con una carriera di tutto rispetto.

C’erano i cantautori come Fabrizio Moro e Ermal Meta, Max Gazzè, Diodato con Roy Paci. C’erano i gruppi finalmente: i Decibel, Lo Stato Sociale (quella fascia indie sempre totalmente snobbata da Carlo Conti), Le Vibrazioni, Elio e le Storie Tese.

Insomma, c’erano artisti credibili che, al di là dei gusti, non puoi definire cazzoni (vi ricordo i vari Raige, Elodie, Dear Jack, Alessio Bernabei, Bianca Atzei, Ludovica Comello, Moreno indegnamente saliti su quel palco).

Comunque, a distanza di un mese e quindi usciti dall’abbuffata festivaliera, vorrei solo dire chi mi è piaciuto di più.

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Il mio podio: Lo Stato Sociale, Diodato & Roy Paci, Le Vibrazioni. Anche non necessariamente in questo ordine.

La leggenda di Cristalda e Pizzomunno di Max Gazzè mi è piaciuta dopo diversi ascolti, è di una delicatezza unica

Non smettere mai di cercarmi di Noemi è la solita trappola in cui puntualmente casco e sì, mi piace anche questa.

Menzione speciale per Eterno di Giovanni Caccamo perché un paio di giorni prima che iniziasse il Festival ho sognato di trovarmi a casa sua.

Mi sembrava quasi presuntuosa la scelta di immaginare una lettera scritta da David Bowie per i Decibel, ma anche Lettera dal Duca è una bella canzone.

Mi hanno stupito The Kolors, mi aspettavo una immonda canzone defilippica e invece ho visto sul palco un gruppo valido con una canzone, Frida (mai, mai, mai), valida. Adesso però ho paura di approfondire.

Stiamo tutti bene di Mirkoeilcane è stato un pugno allo stomaco ma non credo ci sia un modo migliore per raccontare quella storia drammatica. Ascoltatela col cuore, non solo con le orecchie.

Il vignettista e l’app dello stupro

Naturalmente non se ne sente il bisogno ma dato che questo posto è mio e, ovviamente, decido io cosa mettere, eccomi qui.

A scoppio ritardato, voglio dire anche io qualcosa su una notizia che ha infiammato i social un mese fa (circa, mi pare).

Un fumettista ha scritto questo post.

Ho volutamente cancellato il nome e vi spiego il perché. Perché è un post stupido, che fa venire voglia di andare a cercare l’autore per scrivergli “Ma sei scemo?”, nel migliore dei casi.

Nel peggiore dei casi viene voglia di insultarlo pesantemente.

Il peggio del peggio è il paradosso. Altri invasati scrivono minacce di morte e malauguri di ogni genere che hanno, come unica funzione, quella di minimizzare l’errore dell’autore e fingere di farlo passare, pur se in minima parte, dalla parte della ragione. In quella parte terra di nessuno in cui “Sì, lui ha sbagliato ma anche voi che lo minacciate…” e via, a tentare di capovolgere la situazione, a tentare di far diventare vittima il colpevole per sostituirlo con un altro colpevole.

Come se non possa esserci più di un colpevole per volta.

Il post è grave?

Lo è. Perché? Perché l’app non si chiamerebbe “app per smartphone che ti fa fare sesso con le ragazze in metro” e a dirla tutta non serve nemmeno una app.

Perché esiste già, ma pensa. Si chiama stupro. E volendo essere puntigliosi, si chiama GHB, droga dello stupro.

E’ brutta detta così, vero? Eppure non è niente di diverso della app auspicata dal nostro vignettista. A questo post, prima che venisse rimosso dall’autore (ha detto che è stato rimosso da facebook e lui ha subito un blocco di 24 ore dal social network ma dopo 8 ore era nuovamente lì), delle persone hanno riso compiaciute.

Fortunatamente altre hanno fatto notare che non era il caso e il post è sparito. Ma ormai gli screenshot erano fatti e l’allarme è stato lanciato.

Dopo 8 ore arriva il post di scuse del vignettista. Un pistolotto lunghissimo in cui, in sostanza, quella era una battuta, infelice, ma pur sempre una battuta e noi, se ci siamo sentiti offesi, non abbiamo capito nulla, il tutto condito con l’immancabile “Sono stato frainteso” di Berlusconiana memoria.

Adesso. Il vignettista ha 24 anni. E’ molto giovane. Magari ha pensato a questa stronzata, l’ha messa su Facebook e non poteva immaginare.

Se quello è il messaggio di scuse, mi sa che non ha ancora capito del tutto. Forse bastava “Scusate, era una stronzata ignobile, chiedo scusa”. Basta, fine, abbiamo capito, siamo molto più comprensivi di quanto possa sembrare. E anche se l’ha puntualizzato diverse volte sappiamo bene che non è uno stupratore e non lo sono nemmeno i ragazzi che hanno riso.

Ma le difese? Perché è pieno zeppo di difese che considerano scemi tutti quelli che hanno fatto notare che FORSE non è il caso di fare battute sullo stupro, forse!!

“Madddaaaaiii è black humorrr, che popolo di bigotti!!!”

“Il marcio è negli occhi di chi guarda”

Poi arriva il simpaticone: “Sì, ma l’app quando esce?”.

Siccome il post non era abbastanza inopportuno, perché non essere ancora più opportuni e mostrare al mondo le scimmie urlatrici che popolano il mio cervello? Dev’essere il pensiero che è balenato nella mente di chi ha scritto il commento.

In più altri inviti a essere più ironici, a farsi una risata, a non esagerare.

Eh sì, una risata. Io vorrei vedere se tutti questi salvatori dell’ironia a ogni costo scoprissero che la ragazza puntata in metro fosse la propria sorella. Meno divertente, vero?

A me è venuta l’angoscia pensando alla ragazza. A una ragazza seduta in metro, per gli affari suoi, mentre un ragazzo la guardava e fantasticava sull’avere con lei un rapporto sessuale non consenziente, perché lei avrebbe dovuto dormire.

Anche a me piace scherzare.

Anche io difendo l’ironia.

Però non possiamo dire una stronzata e nasconderci ogni volta dietro al diritto alla satira o uscirne con la scusa dell’ironia e del black humor.

Sarà per questo che non sono neanche mai stata Charlie.

In molti esclamano “Ma se facciamo battute anche sulla Shoah!”. E infatti sono orride e inopportune pure quelle, anche la fotografia di Anna Frank con la maglia della Roma doveva essere solo uno sfottò.

Siamo vicini all’8 marzo, Giornata Internazionale Della Donna, che da anni è una giornata carica anche dei problemi che riguardano le donne, la violenza, i pregiudizi di genere e la disparità.

Ma già in data 15 febbraio ho letto il primo “L’8 marzo ricordati che ieri eri innamorata”, firmato proprio da una ragazza.

A volte sembriamo senza speranza.

E rinchiudo il mio poco positivismo in quel “sembriamo”.

Deluderti

E’ uscita la nuova canzone di Maria Antonietta e il 30 marzo esce il nuovo album.

Voglio molto bene a Maria Antonietta, le sue canzoni mi capiscono.

Potete ascoltare Deluderti su Spotify.

 

Io non ho intenzione di deluderti
Ma questa è la mia faccia
La mia fiducia non intatta
Un vago senso di presenza eterna

E se non mi amerai avrai i tuoi pensieri
Anche io ho i miei
Non te li dico mai
Mentre con Dio io mi ci trovo bene
Perché almeno lui ha ampissime vedute

Non assomiglio a una linea di contorno
Quella la disegnano gli stronzi come te

Probabilmente sì, sarebbe molto facile esistere
In una forma semplice
E vagamente buona
Probabilmente una

Comunque io non ho intenzione di deluderti
Ma questa è la mia festa
E tutto quello che mi resta
E’ un vago senso di presenza eterna

Non assomiglio a una linea di contorno
Quella la disegnano gli stronzi come te

Probabilmente sì sarebbe molto facile esistere
In una forma semplice
E vagamente buona
Probabilmente una

Io non ho intenzione di deluderti

Buon anno!!!

Sì, lo so che siamo già a metà gennaio, ma non importa. Non avevo ancora scritto niente perché il mio anno è cominciato con l’influenza.

Febbre e tachipirina. Che brindisi di mezzanotte.

L’avete fatto il bilancio del 2017?

E la lista dei buoni propositi?

Sì? Bravi.

Io no, col cavolo. Ho pensato alle cose belle del 2017, questo sì.

La lista dei buoni propositi invece non la faccio mai. Intanto perché sono sempre stata una frana a rispettarli. Quando studiavo mi ripetevano sempre “fatti un piano di studi”, le rare volte che lo facevo andava a finire che il giorno in cui era prevista la fine della fase lettura/sottolineatura di tutti i libri non avevo ancora cominciato.

Poi mi ritrovavo gli ultimi giorni “Beh sì ma se in un giorno faccio 274 pagine, in 3 giorni ho finito tutti i libri” sì, certo.

Lo racconto perché sono certa che questi pensieri assurdi siano venuti in mente a tutti gli universitari.

L’unico programma che avevo per l’inizio del 2018 era quello di riprendere le mie camminate giornaliere ma tra rimasugli di influenza e brutto tempo non ci sono ancora andata. Per l’appunto.

E sono talmente disordinata che, se notate, non avevo scritto il post di buon anno ma ne ho scritto uno per la Befana. Che non ho nemmeno condiviso sulla pagina FB dedicata al mio blog!!! W il disordine!!

Le cose belle del mio 2017 le scorro attraverso le fotografie che ho nel PC, dato che mi sposto sempre con la macchina fotografica in borsa cerco sempre di immortalare i momenti che mi piacciono. Nelle foto sono ordinata, le ho catalogate per anno, mese, giorno.

Possono esserci le fotografie dei dolci fatti in casa, foto di casa mia e di famiglia, foto di una festicciola di compleanno, foto di viaggi in Francia, in Toscana, foto al mare, foto del concerto dei Depeche Mode a Milano. Cose e persone che hanno reso belle, bellissime, le mie giornate.

Detto questo, che non è un riassunto dell’anno passato ma solo alcuni pensieri sparsi, auguri di buon anno a tutti. Ha solo 13 giorni, non è tardi per augurarci il meglio e di realizzare quello che desideriamo. Non è mai tardi.

Auguri!

La Befana

 

Mancano pochi minuti alla fine di questa giornata.

Grazie Befana per essere passata a trovarmi! E per avermi lasciato la calza con i dolci! Mi faranno sentire ancora l’ebrezza delle feste che giungono al termine e mi dispiace molto, perché a me le feste natalizie piacciono moltissimo, come dicevo nel post precedente!

La povera Befana è sempre collegata al ritorno a scuola e mi dispiace, perché è una festa dolcissima.

Per me, il 6 gennaio ha rappresentato anche un altro impegno: ho fatto la Madonna nel presepe vivente del mio paese!! E’ stato divertente e molto bello!

Nel mio presepe di casa ho avvicinato i Re Magi. E cercherò di essere molto insistente per non disfare subito il presepe, poveri Re, appena arrivati e neanche un po’ di riposo!

Non voglio togliere subito gli addobbi… peccato che a casa sia l’unica a favore di questa linea di pensiero!!

Ho trovato il mio sito internet di riferimento: Your Christmas Countdown

E’ il conto alla rovescia al prossimo Natale! Ho riso un sacco di tempo quando l’ho visto!!

Intanto in TV assegnano i premi della Lotteria Italia. Non ho nemmeno un biglietto!

Mi sa che ho risparmiato 5 euro, così, un lieve sentore.

Natale

Adoro il Natale. Adoro gli addobbi, adoro fare l’albero e il presepe, mettere le luminarie in casa, adoro quando le vetrine diventano natalizie e adoro le strade illuminate a festa. Mi piacciono i dolci tipici, mi piace stare in casa quando li fa mia mamma e io fingo di aiutare perché in realtà giro qua e là ma sono una frana.

Mi piace come piace ai bambini. E mi piace passarlo a casa, a fare quelle cose che sembra sia doveroso non sopportare. Mangiare insieme, scartare i regali che per me sono sempre bellissimi. E giocare a tombola, sì, a tombola, mi piace proprio.

Su twitter ho letto di un tale che ha addestrato il figlio di a dire “Papà, voglio andare a casa” per mollare i parenti e andare via. Mi ha messo una tristezza addosso. Quasi quasi spero che non lo invitino più. Mi spiace solo per chi se lo ritrova in famiglia. Sarà stato uno sforzo immane proprio, sedersi a tavola e saziarsi senza aver fatto un accidenti di niente. Secondo me sono gli stessi che poi vanno nei centri commerciali nei giorni di festa perché non sanno di che morte morire e commentano sui social che è giusto aprire i negozi il 26 dicembre perché anche gli ospedali sono sempre aperti. Stessa sensibilità, dove un intervento a cuore aperto, il soccorso dei feriti in un incidente stradale e l’acquisto del dado da brodo hanno la stessa importanza. Che tristezza d’animo. Vabbé.

Il mio Natale invece, l’ho passato come piace a me. Io sono credente, mi piacciono le celebrazioni che portano al Natale. La novena, la messa della mezzanotte, scoprire il bambinello appena rientro. Sono mie tradizioni personali, è bellissimo.

Il 24 passato a impacchettare e a mettere i regali sotto l’albero senza farti vedere, perché un minimo di sorpresa deve esserci sempre! Babbo Natale fa così!

A proposito di Babbo Natale, ho scritto anche la lettera. Sono ripetitiva nelle richieste, ma ci tengo molto, anche se lui le sa a memoria.

E il 25 appunto a casa, con la famiglia, con i miei parenti e con i miei cuginetti che sono monelli ma che ci movimentano la giornata. E soprattutto, grazie a loro posso coinvolgere tutti nella megatombolata che altrimenti rischierebbe di non esserci!!

Quest’anno puro gioco d’azzardo con i premi: una nocciola per la terna, una nocciolina per la quaterna, una noce per la cinquina e un torroncino per la tombola. Naturalmente non ho vinto nulla, mi batte persino la mia cuginetta di 6 anni che non conosce ancora bene i numeri e chiede il supporto per vedere se sta coprendo il numero giusto. Che dolcezza.

E poi cose buone da mangiare, dolci di ogni tipo! Che bello!! Passa sempre troppo in fretta. Non sento altrettanto forte il Capodanno che, anzi, mi mette sempre pure un po’ di angoscia. Credo di non aver mai del tutto superato il trauma del ritorno a scuola dopo le vacanze, gennaio è ancora legato a questo!

Io faccio gli auguri di Natale a tutti, anche a chi non crede. Per Natale si augura solo il bene, una rinascita, pace, salute e serenità. Sono auguri che vanno bene per tutti.

Ah, un’altra cosa: l’omelia che il Papa ha fatto per Natale e che ha dedicato ai migranti era stupenda.

Auguri a tutti!!

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