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Levante

Oggi voglio parlare di una cantautrice che mi piace molto.

Si chiama Levante, la conoscete?

Sicuramente sì, perché vi sarà capitato, volutamente o per caso, di imbattervi in “Che vita di meeerdaaaaaaa”, il ritornello di quella Alfonso che ce l’ha fatta conoscere.

Dopo quel ritornello, anche se non subito, ho deciso di approfondire la conoscenza, così ho prima consumato Manuale distruzione e poi Abbi cura di te, trainata dalla bellissima (e bellissimo videoclip) Ciao per sempre e poi da Le lacrime non macchiano.

Da poco è uscito il suo terzo album che si chiama Nel caos di stanze stupefacenti. Il singolo si chiama Non me ne frega niente e la metto qui, assieme ad altre due canzoni (Diamante e Gesù Cristo sono io), durante l’esibizione del concerto del Primo Maggio di Roma.

Ultimamente è stata un po’ massacrata da un giornalista musicale, Michele Monina. Spesso sono d’accordo con quello che scrive, ma stavolta no, proprio per niente e anzi, mi è sembrato solo un attacco gratuito e ingiustificato.

Levante non è per niente una “bella che non balla”, è molto brava, i suoi testi non sono delle “amorosate” o “marronate” (capito cosa intendo?) qualunque, ma sono roba sua, cose pensate, cose in qualche modo vissute e questo si nota.

Ascoltatela, datele una possibilità (su spotify trovate tutti gli album). Nel post precedente ho detto che non ascolto mai le recensioni, questa infatti non lo è, ho solo voluto parlare di una cantautrice che ascolto anche io e che mi piace.

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Il concerto del Primo Maggio

Non che la gente mi cerchi disperatamente per farmi aggiornare il blog ma è giunto il momento di farlo. A dire il vero ho alcuni riflessioni sparse che volevo pubblicare e che per un mix di impegni (qualcuno) e pigrizia (molta) non ho fatto.

Allora ricomincio oggi.

Oggi, 2 maggio 2017. Giorno successivo al concertone del primo maggio di Roma che ho visto ieri in tv.

Una cosa intanto. Io non leggo mai recensioni e articoli su artisti, film e via dicendo. A meno che non mi capitino tra le mani per caso e magari vado a dare un’occhiata. Ma non faccio mai affidamento perché la recensione è solo un’opinione personale. Niente di più.

Detto questo, ieri ho guardato il mega concertone, piena di belle speranze, soprattutto per la serata, perché gli artisti in scaletta sono artisti che ascolto abitualmente e che non vedo mai in tv. Così ero ben felice di vederli.

Il pomeriggio non ho visto tutto, sono arrivata in tempo per Braschi, che ho adocchiato qualche mese fa al festival di Sanremo e che mi spinge a continuare a tenerlo d’occhio.

Poi ho beccato Rocco Hunt, vestito come un venditore di autoradio dietro ogni angolo di ogni cittadina che si rispetti, che anche a me fa due palle così, ma principalmente il rap mi fa due palle così. Ho visto Teresa De Sio che omaggia Pino Daniele, l’orchestra abruzzese che mi fa pensare al complesso del primo maggio di Elio, Marina Rei che è stata bravissima accompagnata dai musicisti di Paolo Benvegnù purtroppo assente.

Ho visto anche gli artisti della fascia pomeridiana a cui ero più interessata: Ex Otago (che non mi fanno impazzire ma ero curiosa di sentire), Motta (che mi piace ed è stato bravo), Le luci della Centrale Elettrica (che mi piace ed è stato bravo).

Del concerto del primo maggio, ogni due maggio, mi capitano sempre gli stessi commenti, sia da parte degli ascoltatori amatoriali che da parte dei professionisti (giornalisti) della musica. Gli stessi commenti da anni e qui magistralmente elencanti da Ufo, il bassista degli Zen Circus.

Gli artisti della serata mi piacevano tutti. La Rua (l’unica cosa buona uscita dalle millemila edizioni di Amici e infatti sbattuti fuori quasi subito), Levante, Editors, Lo Stato Sociale, Francesco Gabbani, Brunori Sas, Ermal Meta, Edoardo Bennato, Maldestro (anche questo adocchiato al Festival e non mi sembra malvagio), Fabrizio Moro, Samuel (che però non riesco ancora a considerare solista e sento tanto la mancanza dei Subsonica), Planet Funk (che non ascolto abitualmente) e Public Service Broadcasting (che non conoscevo e non conosco dato che è finita la diretta in quel momento).

Su tutto quello che ho letto sono d’accordo sulla bravura degli Editors e sulla vergogna per aver tagliato l’esibizione di Bennato.

Ma continuiamo.

Sì, è vero, non c’erano i grandi nomi di sempre. Non c’erano i Modena City Ramblers, non c’era la Bandabardò, non c’era Daniele Silvestri, non c’era Max Gazzè, non c’erano gli Afterhours, non c’erano i Marlene Kuntz, non c’erano tanti altri “Eeeh il concertone quando era grande, non puoi capire!”.

Il fatto è che, se anche ci fossero stati, la solfa non sarebbe cambiata.

Io credo che esistano già le bozze per poi recensire il concerto del primo maggio.

Intanto entrambe sono già delineate a descrivere il concerto come una merda totale.

Quando ci sono i nomi tipici da primo maggio si comincia: “E’ la solita minestra riscaldata, li scongelano apposta, suonano una volta all’anno e solo qui, il concerto del primo maggio è morto”. Poi sono sempre artisti che fanno 300 date all’anno, amatissimi, suonano ovunque, fanno sold out e via dicendo.

Quando la scaletta è composta invece da nomi nuovi, da musicisti meno noti televisivamente e radiofonicamente parlando, quando sono i nomi di quel circuito chiamato indie riparte la solfa al contrario. E’ sempre tutto una merda ma “si sente la mancanza dei grandi nomi” (erano la solita minestra riscaldata un anno fa, adesso sono i grandi nomi) “che palle, chi è questo qui, se questi sono i giovani di oggi vi meritate il precariato” (questa l’avevo letta anni fa durante l’esibizione dei Marta Sui Tubi), “stonano di brutto” (che se è vero va bene, ma quando non stonano perché devi metterlo a tutti i costi?), “sono troppo banali” e quando non lo sono “pensano di essere innovatori e alternativi ma che merda”.

Coma fa notare Ufo, tra i commenti non manca neanche “Giusto perché è gratis altrimenti nessuno li andrebbe a vedere” e invece sono anche loro da sold out.

Conclusione: “Il concerto del primo maggio è morto”. Di nuovo.

Non che la gente faccia a spinte per venire a commentare qui, altrimenti mi aspetterei una valanga di commenti in cui mi si invita ad ascoltare la musica, quella vera, a ricordare cosa fosse il 1 maggio dei primi anni, a dirmi che “Lo Stato Sociale fa schifo” e io non capisco nulla perché mi piacciono, che “La Rua solo da Amici potevano uscire e che schifo” e io non proverei nemmeno a difendermi per la stessa causa che mi ha tenuto lontana dal blog (pigrizia, non impegni), mi troverei una frasetta a effetto che possa mettere in pace tutti (tipo “i gusti sono come il buco del culo, ognuno ha il suo”) ma soprattutto chiuderla con finezza.

E poi mi sentirei come quella bandiera del PCI che sventolava mentre Samuel cantava sul palco: sola.

Sola come quando andavo a scuola e i gruppi che piacevano a me non solo non piacevano agli altri, ma il più delle volte nemmeno li avevano mai sentiti nominare.

Sola così.

E comunque a mio agio.

Il cruciverba dell’Unione Sarda

E’ la seconda volta che mi ritrovo a nominare il noto quotidiano sardo nel titolo dei miei post (la prima qui). Per fortuna in questo caso è un argomento più leggero e, se vogliamo, divertente.

Tra le ultime pagine del quotidiano ne troviamo una con uno spazio dedicato a giochi e passatempi. Il sudoku, la ghigliottina (presa dal quiz L’eredità) e il cruciverba. Ed è di quest’ultimo che parleremo.

Il cruciverba dell’unione. Io non so bene come sia nato, ma mi sono fatta un’idea.

Sicuramente a uno dei collaboratori, mentre lavorava, è stato chiesto “Ehi tu, sai realizzare un cruciverba?” e questo, pensando a qualche proposta di cazzeggio: “Sì!”.

“Benissimo, allora da oggi ti occuperai del cruciverba giornaliero! Ah, niente soldi in più!”.

Deve essere andata sicuramente così o non si spiega tutto il malcontento che traspare da questo cruciverba.

Allego fotografia della copia di oggi:

Il punto è che da questo cruciverba non passa giorno in cui tu non debba scriverci un ANO tra le risposte. E notare la difficoltà delle definizioni:

Mano senza inizio (cioè senza lettera iniziale): ANO

Fano senza testa (idem): ANO

Sano senza inizio: ANO

Oggi colpo di coda! Canale senza testa: ANALE

Altre perle dei giorni scorsi: Donna con le mestruazioni: MESTRUATA. Non sto scherzando, purtroppo non ho scattato la fotografia.

Resisti caro realizzatore di cruciverba! Andrà meglio anche per te!

Un caro saluto a te e idealmente una stretta di mano (con inizio stavolta).

Io non esisto

Sto, sto pensando a te
Come non ho mai pensato a te
E sinceramente come non ho mai pensato ad altro.

E passerà così un altro inverno freddo
poi magari con l’estate mi riscaldo
Tanto già lo so che non cambierà un cazzo
Io per te non esisto.

Ed è inutile che mi asciughi
le lacrime quando piango
Ed è inutile che mi abbracci
solo per restarmi accanto
Tanto io per te
io non esisto.
Tanto io per te
io non esisto
io non esisto

Sto, sto sognando te
e sinceramente non ho mai sognato di sognare altro

E passerà così un altro inverno freddo
poi magari con l’estate mi riscaldo
tanto già lo so che non cambierà un cazzo.
Io per te non esisto.

Ed è inutile che mi asciughi le lacrime quando piango
Ed è inutile che mi abbracci solo per restarmi intorno
tanto io per te
io non esisto.
Tanto io per te
io non esisto.
io non esisto
io non esisto
io non esisto
io non esisto

 

(Thegiornalisti)

8 marzo 2017

Premessa: prendo spunto da un’idea di Roberta Talia, una digital strategist che potete seguire su questo sito, su twitter e su facebook, basta digitare il suo nome. Allora, Roberta un po’ di tempo fa ha deciso questo:

//platform.twitter.com/widgets.js

Vroom vroom scooteroni è una canzone truzzissima di Marracash, Gue Pequeno e Sfera Ebbasta (madonna quanto mi sento vecchia a fare ‘sti nomi).

Ho deciso di fare la stessa cosa. Vroom vroom scooteroni a ogni domanda o riflessione idiota che sento. Una risposta alle idiozie che sono talmente idiote da non meritare la minima risposta.Nulla, nemmeno una battuta ironica, niente di niente. E di queste idiozie oggi ne sentirò parecchie.

Sì oggi, 8 marzo, Giornata Internazionale della donna.

Quelli che su Facebook “Tutte le donne sono troie” ma hanno la foto profilo con la fidanzata VROOM VROOM SCOOTERONI

Quelli che “Seghe su foto di amiche” ma dai, cosa segnalate, sono solo chiacchiere da bar messe su facebook, non fanno niente!  VROOM VROOM SCOOTERONI

Sì, hanno solo scritto che la violenterebbero a turno, ma dai, è un commento esagerato, è vero, ma dal vivo non lo farebbero mai, non vale la pena prendersela, ignora che è meglio VROOM VROOM SCOOTERONI

Ah, a proposito: state attenti perché avete amici che fanno parte di questi gruppi, se ci finiscono le vostre sorelle/amiche/fidanzate a ricevere commenti di quel genere ne riparliamo se è meglio lasciarli fare.

Quelli che “E le donne invece? Che commenti fanno?” VROOM VROOM SCOOTERONI .

Tra l’altro “E le donne invece?” sa tanto di “E allora il PD” che sa tanto del precedente “E allora i marò?” che sa tanto dell’ancor più precedente “E allora le foibe?” che sa ancora di più del mai dimenticato “E allora i morti del comunismo?”.  (Trovatemi le pagine facebook in cui donne fanno i commenti “spinti”. Sì, ok, alla foto del modello di turno posso trovarci  dei tristissimi“mmm cosa ti farei/cosa ti lascerei fare”, ma non siamo ancora ai livelli di “Ti apro e ti sfondo, troia”. Attendo impaziente. Idem per i gruppi di ignari ragazzi presi a casaccio e sottoposti a pubblico lubridio. Aspetto le segnalazioni, perché sì, è ovvio che siano da denunciare anche a parti inverse, questo è ribadire l’ovvio eppure va detto)

Quelle che “Certo però, se si veste così da troia” VROOM VROOM SCOOTERONI

Quelle che “Ecco quello che succede se una ci prova col mio fidanzato” con annessa fotografia di ragazza che prende a calci in testa un’altra ragazza VROOM VROOM SCOOTERONI

Quelle che “Ci sono donne e ci sono femmine” VROOM VROOM SCOOTERONI

Quelli e quelle che “L’8 marzo ricordati che il 14 febbraio eri innamorata” VROOM VROOM SCOOTERONI

Quelle che “Lui mi ha tradito ma lei era lì pronta, mica è stata violentata” VROOM VROOM SCOOTERONI

Quelli e quelle che “L’uomo si sa che tradisce, è fatto così, ma la donna invece fa la troietta” VROOM VROOM SCOOTERONI

Ok, per ora ho finito. Per ora.

Io a questa Giornata ci tengo moltissimo. Mi piacciono le mimose, mi piacciono anche gli auguri. Alla fine non mi scoccia più di tanto neanche vedere la commozione generale per la fantomatica Cotton, quasi una leggenda metropolitana ma non troppo. Non c’era la Cotton, non c’era la mimosa fuori, non era l’8 marzo, non era il 1908.

Era il 25 marzo, era il 1911, era New York (questa è giusta), era la Triangle, una fabbrica tessile (questa è giusta), prese fuoco (questa è giusta). Morirono tante operaie e tanti operai. Italiane/i, immigrate/i, che lavoravano in condizioni di sicurezza inesistenti, pagati una miseria per un lavoro molto duro.

Oggi è previsto uno sciopero delle donne. Organizzato da Non una di meno, il movimento che nasce in difesa delle donne vittime di violenza. Chi vuole, chi può, può scegliere di scioperare. È un’iniziativa molto forte, coperta dai sindacati, a cui possono aderire tutti, anche gli uomini. E’ uno sciopero esteso a tutti i settori, anche quello dei trasporti.

Uno sciopero dal lavoro. Qualunque. Anche domestico.

Quali sono i motivi per scioperare? Non solo domani, sempre. Si sciopera per protestare contro qualcosa e per creare disagi. Da che mondo è mondo scioperi e manifestazioni servono a questo. Ad entrare con la forza nella quotidianità degli altri, perché potrebbe toccare anche a te.

Perché oggi scioperano le donne? Per gli stessi motivi degli altri scioperi. Malcontento, poca tutela e ingiustizie.

Tutto insieme in un gran calderone? Sì. Perché c’è l’otto marzo, perché si è deciso di utilizzare solo l’8 marzo e non uno sciopero a oltranza, perché in una sola giornata come questa vengono fuori un sacco di interrogativi, un sacco di cose da fare, che dobbiamo fare noi e che deve fare lo Stato e allora si concentra tutto a oggi.

Sul lavoro.

Sulla parità salariale.

Sulla libertà di fare o di non fare figli. Se li fai sei un peso per la società (maternità pagata), se non li fai sei la colpevole di un Paese che non cresce.

Sulla legge 194, dove anche un bando per medici abortisti rivolto, per ovvie motivazioni, solo ai non obiettori di coscienza diventa motivo di polemica politica, come se abortire fosse un affare di Stato e non una questione privata.

Sulle leggi che dovrebbero proteggere le donne vittime di violenza e che invece sono troppo morbide verso chi maltratta, facendo cadere denunce nel vuoto.

Sui continui tagli ai centri antiviolenza, dove le volontarie e i volontari, il più delle volte si ritrovano a ripagare di tasca un servizio che dovrebbe essere statale e sempre a disposizione.

Ma si protesta anche per quella sotto cultura fatta di sfottò e battutine per cui alla donna, qualsiasi cosa faccia, sia diventare primo ministro di un Paese, sia andare nello spazio, sia essere a capo di Scotland Yard sarà arrivata dove è arrivata sempre per gli stessi motivi: “Serviva qualcuno che pulisse ahahahah”. Oppure “Non riusciva a parcheggiare la navicella ahahahahah”. O ancora “Beh certo, in cucina chi ci metti? Ahahahah!” (VROOM VROOM SCOOTERONI a tutti e tre).

Se la donna in questione è anche bella… non c’è bisogno che aggiunga altre battutine.

“Eh ma così crei disagi a gente come te, non si ottiene nulla, poi è tutto un minestrone, non si capisce nulla”. Sì, capisco questo punto di vista. Infatti, lo ammetto, inizialmente ero perplessa anche io.

Poi mi sono letta alcuni commenti. E mi sono bastati per convincermi. Se anche solo uno di questi soggetti subisce il minimo disagio a causa della giornata di domani, mi fa solo piacere, magari capita pure di fare uno straccio di riflessione, spero di non pretendere troppo.

“W le donne, soprattutto quelle che ingoiano”

“Ma quindi oggi che c’è sciopero non si scopa?”

“Ahahahah povere cretine, cosa volete ottenere, per colpa vostra la mia amica domani non può prendere il treno, invece le altre volte per gli altri scioperi non succedeva niente perché lei il treno il venerdì non lo prende  mai!” (ha scritto una contraria anche alla Women’s March contro Trump)

“Che cosa stupida” (ha risposto uno che ride alle battute di Frank Matano e già mi sembra ci sia abbastanza disagio)

A tutti questi solo una cosa avrei da dire: VROOM VROOM SCOOTERONI!

Ho letto anche che le donne meritano più di uno sciopero e che sono ben altre le cose da fare. Verissimo. Sta anche di fatto che qui, con la scusa del “ben altro” non si faccia mai niente e ci sia da ridire anche per una giornata di sciopero, manco fosse la prima.

E a leggere molti dei commenti mi sembra che tante persone non siano solo contrarie allo sciopero delle donne indetto per oggi. Mi sembrano contrarie al diritto di sciopero in generale perché “IO mi sono organizzato così”, perchè “IO devo prendere il treno”, perché “IO, IO, IO” che la dice lunga sul livello di empatia a cui siamo abituati.

“Io, io, io” VROOM VROOM SCOOTERONI

Il mio pensiero  è lo stesso dello scorso anno: vi rimando al mio post qui!

Questi sono i motivi per cui questa giornata è importante.

Buona Giornata Internazionale della Donna.

A tutte.

E a tutti. Non è una guerra.

Pensiero più o meno serio

Non immaginate quanto mi pesi il fatto che anche Al Bano faccia parte della categoria dei contadini, categoria per cui nutro grande simpatia e profondo rispetto.

albano

 

Decidiamo noi con quali persone stare, di che tipo di persone attorniarci.

E’ un attimo cascarci, ma teniamo gli occhi sempre bene aperti.

Scegliamo una persona come Ermal Meta che toglie un fiore dal suo bouquet per donarlo a Maria De Filippi.

ermal

Non scegliamo una persona come Al Bano, che va a prendersi il fiore dal bouquet di Ermal per tenerselo e senza neanche chiedere il permesso, spadroneggiando sul palco dell’Ariston (mica alla sagra del carciofo con dieci persone a guardarlo).

“Cambia le tue stelle se ci provi riuscirai
E ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai”

Festival di Sanremo 2017 – La finale!!!

Allora, siamo alla finale!

Non faccio pronostici perché non ci prendo mai. Non chiedo tanto: vorrei solo che degli artisti VERI arrivino in alto.

Paola Turci, Fiorella Mannoia, Samuel, Ermal Meta ma anche Francesco Gabbani e con una spintarella anche Fabrizio Moro.

Gli artisti non mancano, ci sono i posti per il podio e per le successive tre posizioni.

21.47 In questo momento ci sono tre attrici che promuovono la fiction su Studio Uno. Sono Alessandra Mastronardi, Diana Del Bufalo e Giusy Buscemi.

Hanno già cantato Elodie (uff), Michele Zarrilo (mah), Sergio Sylvestre (mbeh) e Fiorella Mannoia (elegantissima, bellissima, bravissima).

22.03 Finisce Fabrizio Moro e comincia Alessio Bernabei. Aiuto.

22.11 Ora c’è Crozza.

22.30 Nonostante sia la finale è tutto un po’ fiacco, forse perché aspettiamo direttamente i risultati. Tra poco c’è Paola Turci, ma prima canta nuovamente Zucchero.

Io ogni volta che Zucchero termina una canzone mi aspetto che faccia un rutto al microfono.

23.15 E’ il turno di Gabbani, oggi insolitamente (più o meno) elegante! A me piace!

Poi è il turno di Chiara Galiazzo che sarà brava ma non decolla, mi annoia moltissimo! E ora Clementino, che mi fa simpatia.

Mancano solo Ermal Meta (sì), Lodovica Comello (no), Samuel (sì), Michele Bravi (NO!!!)

Ore 00.19 Stasera non finisce più. Hanno appena finito tutti i cantanti ed entra Geppi. Io la adoro!

A 0.47 classifica!!!

16. Clementino
15. Bernabei
14. Galiazzo
13. Masini
12. Comello
11. Zarrillo
10. Samuel
9. Bianca Atzei
8. Elodie
7. Moro
6. Sergio Sylvestre
5. Turci nooooo
4. Bravi (ma voi siete scemi)

Sta di fatto che sul podio non arriva nessuno dei talent: sono commossa!!!

Se la giocano Fiorella Mannoia, Francesco Gabbani ed Ermal Meta.

Chi vincerà??

E’ quasi l’una di notte, il televoto è ancora aperto!

1.11 Dato che il televoto va avanti bisogna prendere tempo. Allora hanno fatto suonare Paolo Vallesi e Amara che non sono stati presi in gara ma avevano una canzone sulla pace e allora eccoli qua.

Poi Emanuele Fasano, un pianista prodotto da Caterina Caselli

Adesso Carlo Cracco. Aiuto, va bene tutto, aspettiamo, perché in fondo una percentuale nazional popolare ce l’abbiamo tutti.

I tre finalisti sono dietro le quinte che attendono i risultati, io sarei svenuta già venti volte.

Intanto Fiorella vince il premio per il miglior testo, Ermal Meta premio della critica, Al bano miglior arrangiamento.

La Mannoia vince anche il premio della sala stampa.

Terzo Ermal Meta!!

Seconda Fiorella Mannoia e… vince Francesco Gabbani!!!!

Buonanotte!!!

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